Guidonia / La lettera di Tekneko al Comune: “Asfissia finanziaria non più sostenibile”

In Ambiente & Territorio, Primo Piano da Yari RiccardiLascia un commento

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“Per definizione: un Comune è dissestato quando non è in grado di garantire i servizi pubblici essenziali ai propri cittadini”. Non usa troppi giri di parole Umberto Di Carlo, amministratore unico della Tekneko, nella lettera inviata al sindaco di Guidonia Michel Barbet proprio alla vigilia dell’interruzione del servizio pubblico di igiene urbana previsto per il 24 ottobre.

Le cause. Il problema sta tutto nei soldi, tanti, che la ditta attende dal Comune. “Ad oggi l’affidataria Tekneko srl – MM Morgante vanta un credito nei riguardi dell’amministrazione pari a euro 4.734.832,36 oltre iva”. Una cifra enorme, che sta portando la RTY ad una “asfissia finanziaria non più sostenibile: non abbiamo più le risorse finanziare per pagare il gasolio, il personale e quanto necessario per mandare avanti il cantiere e garantire il servizio pubblico essenziale”. La lettera è solo l’ultimo atto di una vicenda che va avanti ormai da tempo e che sembra essere a un passo dal punto di non ritorno.

I rapporti con l’amministrazione. Di Carlo è un fiume in piena. Rivolgendosi al sindaco, sottolinea come “la mia segreteria ha più volte chiesto la possibilità di un incontro con Lei ma senza alcuni riscontro. Nell’ultima richiesta d’incontro i miei collaboratori hanno rappresentato la sua volontà di non voler incontrare lo scrivente, perché il tutto è stato delegato all’assessore all’Ambiente, dottoressa Tiziana Guida”. Problemi che la ditta ha più volte rappresentato alla delegata al settore. “Abbiamo ricevuto le seguenti risposte: ma di cosa vi lamentate se siete i fornitori più pagati, quest’anno siete i fornitori che hanno avuto più soldi, il vostro credito è il 10% dell’importo contrattuale, pensate a rispettare il capitolato d’appalto, siete inadempienti, dovete reggere, non avete pensato all’opzione zero ossia chiedere la rescissione del contratto e rimanete fino a che facciamo una nuova gara”. Di Carlo torna poi sull’ultima manifestazione dei lavoratori svolta sotto il palazzo comunale. “Dopo circa due ore l’assessore all’ambiente è uscita dal palazzo per parlare ai lavoratori, in presenza dello scrivente, e invece di dare risposte rassicuranti ha rilasciato le seguenti dichiarazioni”.

Le risposte. Dichiarazione alle quali Di Carlo risponde punto per punto.“Tekneko è il fornitore che quest’anno ha avuto più soldi dal Comune: circostanza non vero, abbiamo ricevuto pagamenti arretrati relativi agli anni 2015 e 2016, tra l’altro di proprietà del Factor il quale ha chiuso ogni rapporto con l’azienda a causa delle inadempienze del Comune di Guidonia Montecelio”. La seconda dichiarazione riguarda i salari. “Gli stipendi ve li pagheremo noi, così disse l’assessore. Un operaio rispose: dottoressa ma perché non paga l’azienda e l’azienda paga noi?”. Questione indebitamento del Comune. Di Carlo riporta questa frase della Guida. “Io non posso indebitare ulteriormente il Comune, e tantomeno i cittadini, per pagare voi: cosa fuori dal mondo – scrive l’amministratore – che vorrei chiarire. Se ho un debito con Tekneko e uso le anticipazioni bancarie, come tutti, per pagare tale debito, non ho creato un nuovo debito ma ho semplicemente trasferito il debito dall’impresa alla banca, con il vantaggio che mentre all’impresa pago il tasso di interesse pari a 8,2%, con la banca ne pago solo 1,7% per l’anticipazione di cassa e evito un danno erariale pari a non meno del 5%, che, rispetto alla cifra di 4.734.832,36 oltre iva sono molti soldi. Sicuramente la Corte dei Conti potrebbe esprimersi in tal senso”. Il punto seguente è relativo alle fatture che il Comune deve ancora pagare, “e deve accontentare tutti, dice l’assessore: il capitolo di spesa riguardante il nostro servizio – scrive Tekneko – è indipendente e autonomo rispetto agli altri capitoli, così anche le eventuali anticipazioni di cassa sono finalizzate al capitolo specifico, la legge finanziaria le parmette pari a 5 dodicesini del PEF”.

Tari e contratto. Il 60% della Tari pagata incassata dall’amministrazione comunale non è una giustificazione per Di Carlo. “Nessun Comune italiano incassa il 100% della Tari e non per questo pagano i fornitori del servizio solo con quello che incassano”. Il penultimo fronte è quello del contratto. “Ci è stato detto che l’accordo prevede che non possiamo abbandonare il servizio pubblico essenziale anche se non siamo pagati, pena la rescissione dello stesso e gravissime penali oltre che una denuncia per abbandono di pubblico servizio”. Una interruzione, ormai imminente, che per Di Carlo non dipende “dalla nostra RTI ma da chi non pagandoci ha lasciato i mezzi senza gasolio per lavorare. Bisognerebbe spiegare a un giudice come si possa pretendere che un’azienda vada avanti senza risorse finanziarie”. Il finale è dedicato all’eredità – disastrosa – che ha trovato l’amministrazione comunale di Michel Barbet. “Il vostro movimento – prosegue Di Carlo e lei come sindaco, vi siete candidati per amministrare il Comune di Guidonia assicurando serietà, competenza e risoluzione dei problemi”.

Il finale e l’annuncio. L’attesa e la richiesta è quella relativa a un piano di rientro dei debiti contratti dal Comune con Tekneko e ai programmi per il futuro. “Noi siamo un’impresa normale e le imprese normali non sono diverse dalle famiglie: una famiglia ha necessità dello stipendio del capo famiglia tutti i mesi per affrontare le spese giornaliere essenziali per vivere. Allo stesso modo noi abbiamo necessità di essere pagati tutti i mesi per pagare i 147 dipendenti dedicati al servizio, il gasolio per i 105 mezzi e tutte le spese necessarie per garantire il servizio pubblico essenziale”. La lettera è l’ultima di una lunga serie di appelli da parte della Tekneko. “Appelli relativi a una situazione che è drammatica: nessuno ci convoca, nessuno ci scrive, tutti fanno finta di nulla. Non vedo volontà di risolvere il problema ma solo una improbabile ricerca di giustificazioni e altrui responsabilità”. L’annuncio finale è la conferma di quanto già noto. “Purtroppo il giorno 24 ottobre il servizio pubblico essenziale di igiene urbana sarà interrotto perché non abbiamo più risorse, neanche per mettere il gasolio. Per definizione: un Comune è dissestato quando non è in grado di garantire i servizi pubblici essenziali ai propri cittadini. Noi restiamo a disposizione per chiarimenti e ricerca di soluzioni che possano scongiurare l’interruzione”. Vedremo se e cosa cambierà in queste ore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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