Lazio, nelle carceri solo posti in piedi: strutture fatiscenti, caldo e la voglia di farla finita con la vita…sono 1700 i detenuti “di troppo”

In Cronaca & Attualità da Yari Riccardi Commenti

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Troppi ospiti per poche strutture. E il sovraffollamento avanza. Solo posti in piedi per le carceri del Lazio, una piaga annosa e ben lontana dall’essere risolta. E certamente non con i vari provvedimenti di indulto, che – si è visto – spesso sono rimedi ben peggiori dei mali. "Nel Lazio, nell'ultimo anno, la popolazione detenuta è cresciuta in percentuale a un ritmo quasi doppio rispetto al resto d'Italia. In dodici mesi (da luglio 2009 a luglio 2010) nel Paese i detenuti sono aumentati di oltre 4.500 unità (+ 7%) mentre nel Lazio i reclusi sono aumentati di 650 unità (+12%). Lo comunica, in una nota, il Garante dei detenuti. "Da febbraio 2010 a oggi, in particolare, i detenuti nel Lazio sono aumentati di oltre 400 unità – prosegue la nota – Secondo le rilevazioni del Prap del 25 agosto, nei 14 istituti della regione c'erano 6.287 detenuti, circa 1.700 in più rispetto alla capienza regolamentare". Caldo, sovraffollamento, carenza di personale, strutture fatiscenti: questo è quello che sopportano i detenuti, tutto il giorno, tutti i giorni. Un istinto di sopravvivenza messo a dura prova. “E' quasi inevitabile che, in queste situazioni  – ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni – aumentino i gesti di autolesionismo e il rischio suicidi. E la cosa più tragica è che, tutta presa com'è a parlare di alleanze e di futuro, la politica sembra aver dimenticato che esiste anche un'emergenza carceri". Nelle celle della regione – leggiamo nella nota – sono attualmente reclusi 5853 uomini e 434 donne. Alla fine di luglio erano 5811 uomini e 442 donne. Il 20 giugno c'erano 5795 uomini e 459 donne: il 24 maggio erano 5784 gli uomini e 445 le donne. Il 21 aprile i detenuti erano 6.138 (5.704 uomini e 434 donne), l'11 marzo 6.082 (5648 uomini e 434 donne), a febbraio 5.882 (5.470 uomini e 412 donne). Numericamente le situazioni più critiche sono a Latina (dove i detenuti dovrebbero essere 86 e sono invece 155, dieci in più rispetto a luglio), Viterbo (723 contro i 433 previsti, quaranta in più rispetto al mese precedente), Frosinone (quasi 200 in più), Rebibbia N.C. (quasi 500 detenuti in più) e Regina Coeli (circa 300 in più). “A Rebibbia Femminile – chiude Marroni – le donne dovrebbero essere 274, sono invece quasi 100 in più. Ancora insoluto il caso di Rieti, dove il nuovo carcere da 306 posti ospita 112 reclusi in due sole sezioni aperte e sovraffollate. Il resto della struttura è chiuso per carenza di risorse economiche e di agenti di polizia penitenziaria". Solo posti in piedi, e più che un carcere – dove si paga un debito con la società, ma non sta scritto da nessuna parte che bisogna sopravvivere, e non vivere – questo tipo di strutture diventano lager, con buona pace dei diritti. E’ questa società civile? Qualcuno lo spieghi ai familiari di quelli che tutti i giorni decidono, in carcere, di farla finita con una vita di sopravvivenza. Nell'attesa di scontare una pena.

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