Manca il materiale per la sutura, donna ferita alla mano deve andare all’ospedale di Tivoli: senza pace l’ospedale di Palombara

In Cronaca & Attualità, In Evidenza, Salute & Dintorni da Yari Riccardi Commenti

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Primo soccorso senza il necessario per la sutura. Una delle storie simbolo della crisi della sanità. Accade a Palombara dove una donna, la scorsa settimana, per un ferita alla mano, alle ore 23 e 30 si reca al primo soccorso dell’ex ospedale del paese. Lo trova chiuso: assente, non si sa bene per quale motivo, la guardia medica, che dovrebbe prestare servizio fino alle otto del mattino successivo. Parliamo, come detto, di punti di sutura. Non una operazione a cuore aperto ma nemmeno una cosa da niente. Alle otto del mattino successivo la signora si ripresenta al primo soccorso: e qui si scopre che non c’è, nella struttura, il materiale per la sutura. Per questo le consigliano di andare al pronto soccorso di Tivoli, dove, probabilmente, per un taglio – non un codice rosso – l’attesa sarebbe stata oceanica. “Stiamo parlando della mancanza di filo per suture – spiegano i membri del Comitato per la Salvaguardia dell’Ospedale di Palombara – così come accadde con un bambino con un trauma cranico, quando mancavano buste di ghiaccio istantaneo”. Situazione critica davvero: tutti gli ospedali di zona sono alle prese con problemi di varia natura che ricadono spesso sugli utenti. Palombara probabilmente è uno dei casi più difficili. “Altro problema – continua il comitato – sono i referti dei prelievi del sangue,che talvolta arrivano errati e in ritardo. E paghiamo anche il ticket per questo disservizio”. La proposta del comitato è una vera e propria provocazione. “Chiudiamolo allora definitivamente l’ospedale,utilizziamo l’ala nuova costata a noi tutti 8 mln di euro, come dormitorio per i senza tetto che negli inverni muoiono abbandonati a se stessi nelle strade per il freddo,occupiamo le tante stanze vuote con le varie associazioni, volontariato, servizi sociali, per tutti i cittadini che pagano salatamente le tasse e tanto altro ancora”. Provocazione, evidentemente. Perché l’obiettivo del comitato è solo quello di salvare l’ospedale di Palombara. O quello che ne resta oggi.

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