“Visitare per conoscere e confrontarsi”: la Trelleborg apre i cancelli ai Consiglieri Comunali di Tivoli. Viaggio in una fabbrica che ha plasmato la vita di Villa Adriana

In Ambiente & Territorio, In Evidenza, Primo Piano da Elena Giovannini

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Dopo più di dieci anni, la fabbrica non la vedi più. C’è chi ce l’ha stampata negli occhi, perché ci è cresciuto accanto. C’è chi ha firmato un mutuo ventennale e affacciandosi alla finestra la vede tutti i giorni. Ti entra negli occhi, non senti più il rumore dei camion, né l’odore acre dell’aria quando tira il vento. Sembra non esista, chiusa dietro i suoi cancelli di ferro. Eppure a Villa Adriana passando per via Tiburtina, non puoi non sentirla, la avverti, se ascolti bene percepisci il ritmo della produzione, tonnellate e tonnellate di gomma, ogni minuto. Ogni ora. Giorno dopo giorno. A poche centinaia di metri, i cipressi della villa dell’imperatore Adriano, è il silenzio del tempo. A pochi metri, panni stesi, tendine alle finestre, bambini nei cortili, è il rumore della vita. Questo è Villa Adriana oggi, dove prima Pirelli e poi Trelleborg, l’industria che produce pneumatici per uso agricolo è una realtà presente sul territorio da più di dieci anni, che attualmente da lavoro a più di 700 operai. Intorno ad essa si è plasmata la vita della città e dei suoi abitanti: un’influenza così continua, permanente da diventare abitudine.
Il 5 febbraio 2013 l’Espresso gli dedicò un articolo dal titolo “C’è un Ilva alle porte di Roma”: oggetto le lamentele dei residenti sull’inquinamento e un indagine in corso del Servizio di Tutela Ambientale della Provincia di Roma secondo la quale emergevano irregolarità nelle autorizzazioni e nei permessi dell’azienda. Tuttavia già nel mese di maggio nell’ultima relazione dei tecnici del dipartimento “Servizi di tutela ambientale” gli interventi richiesti risultavano già effettuati e funzionanti.
Un semplice episodio che però pone l’accento sulla necessità di prestare attenzione a una situazione delicata e particolare, all’importanza di porsi domande sull’aria che respiriamo, sul luogo in cui viviamo. Di ricominciare a guardare, a tutela di tutti.
Ed è così che lunedì 2 febbraio i Consiglieri della IV e della VI Commissione del comune di Tivoli si sono recati al sito produttivo, in una visita con lo scopo di conoscere meglio e confrontarsi con una realtà di così grande impatto sul territorio. Per approfondire l’argomento e i risultati dalla visita abbiamo parlato con Damiano Leonardi, Consigliere della IV Commissione del comune di Tivoli “Ambiente e attività produttive”.

Come nasce l’idea della visita e quale era lo scopo prefissato dai Consiglieri?

L’idea nasce di concerto con il Consigliere Fabio Attilia, Presidente della VI Commissione Consiliare “Sanità e Servizi Sociali”, con il quale abbiamo ritenuto opportuno un incontro all’interno dello stabilimento coinvolgendo anche la IV Commissione, che tra i temi ha l’ambiente e le attività produttive. Scopo della visita quello di conoscere meglio questa realtà, sia a livello di produzione che di tematiche ambientali. Trelleborg è la prima azienda per le possibilità di lavoro che offre sul territorio. E credo di non esagerare quando dico che è un diritto e un dovere per un Consigliere Comunale potersi con essa confrontare.

Cosa è emerso dalla visita?

Dalla visita è emerso che la Trelleborg ha operato una notevole serie di investimenti sia per quel che concerne la sicurezza sul lavoro, sia per la riconversione della produzione che ha di fatto salvato tutto il complesso grazie anche al supporto degli operai a cui è stato permesso di modellare le aree di lavoro secondo necessità ed esperienza.
Alle mie domande su quel che era stato riportato in passato da alcuni articoli di giornale rispetto ad alcune criticità dal punto di vista delle norme sull’inquinamento ambientale ci è stato detto che investimenti sono stati fatti e che gli organi competenti, ovvero l’Arpa e la Asl, hanno effettuato controlli con cadenza regolare i cui risultati non hanno portato alla chiusura dell’impianto neanche per un giorno.
Non posso non aggiungere che negli anni del boom economico lasciare che si sviluppasse un insediamento abitativo a ridosso della fabbrica è stata una vera scelleratezza. Ma all’epoca credo che di attenzione alla salute non ce ne fosse poi molta.

All’interno della politica comunale come si colloca questa iniziativa? Ce ne saranno di altre simili in futuro riguardanti altre realtà del nostro territorio?

Credo che la visita sia stata formativa e interessante soprattutto per i tanti Consiglieri che hanno avuto l’opportunità di poter entrare per la prima volta all’interno dello stabilimento.
Sono certo e spero che di iniziative del genere se ne portino avanti anche altre, magari visitando prossimamente le cartiere e le cave per poter dar luogo ad una reale indagine conoscitiva dei presidi produttivi e del loro impatto ambientale sulla realtà tiburtina.

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