Tivoli / Niente discarica vicino Villa Adriana: lo stop della Soprintendenza per la cava di Corcolle

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Senza appello. Per fortuna. Arriva dalla Soprintendenza Speciale di Roma il segnale di stop per lo scellerato progetto della discarica di inerti a pochi passi da Villa Adriana. La conferma arriva dall’agenzia Adnkronos: i tecnici della Soprintendenza guidata da Francesco Prosperetti, nel parere inviato alla conferenza di servizi convocata dalla Regione Lazio, ritengono che non ci siano le condizioni per il rinnovo chiesto dalla Daf Srl delle autorizzazioni rilasciate nel maggio del 2008 per il conferimento di rifiuti inerti nella cava di Corcolle.

Un iter partito nel 2008, quando in regime di urgenza era stata concessa l’autorizzazione a utilizzare la cava di pozzolana di Corcolle come discarica per i rifiuti inerti provenienti dagli scavi per la realizzazione della Metro B di Roma, con l’obbligo di riqualificazione paesaggistica della zona.

Comincia da qui il “contrattacco” della Soprintendenza, che lascia intendere dubbi sulla stessa legittimità della cava, che “non può considerarsi superata: perché il danno permanente causato dalla perdita di beni archeologici ha generato un’interruzione di un contesto di riconosciuto pregio per la densità delle stratificazioni, che testimonia un singolare connubio tra natura e manufatti di epoche diverse dell’antichità e della storia”.

Altro punto è quello della mancata presentazione di un rilievo accurato dello stato di fatto dell’impianto con una relazione sui rischi ambientali, aggiornato ad oggi: è evidente infatti come le autorizzazioni date nel 2008 facevano riferimento a un regime di emergenza che adesso non c’è più.

Ultimo punto è il mancato invito all’attuale conferenza dei servizi delle Autorità di Bacino del Tevere e dell’Area Difesa del Suolo della Regione Lazio, nonostante quell’area “appartenga a un ambito a rischio idrogeologico, interessata dal corridoio ambientale del fosso dell’Acqua Rossa: come è registrato nella cartografia del Piano di Assetto Idrogeologico”, così chiude la nota della Soprintendenza.

Le Autorità. Proprio sul terzo punto è arrivata una ulteriore conferma. “Il nostro è un coinvolgimento obbligatorio per legge se l’area è a rischio idrogeologico”. Non ha bisogno di interpretazioni il commento di Carlo Ferranti, dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi dell’Autorità di Bacino del Tevere, a proposito della conferenza di servizi convocata dalla Regione Lazio circa un mese fa in seguito alla richiesta della Daf Srl per il rinnovo di una concessione per il conferimento di rifiuti inerti nella cava a Corcolle.

“Non sappiamo nulla di questa conferenza di servizi, non siamo stati convocati – dice Ferranti – ma da quello che ho letto sulla stampa, la zona per la quale la Daf chiede il rinnovo dell’autorizzazione è critica e non mi sembra il sito ideale per fare una discarica. Per una serie motivi, non ultimo la presenza di Villa Adriana”.

Quello dell’Autorità è un “bis”: già nel 2012, quando si paventò la realizzazione di una discarica nella stessa zona, era arrivato un parere negativo da parte dell’ente. “Oggi non abbiamo la documentazione relativa alla cava per la quale la Daf chiede il rinnovo dell’autorizzazione, ma se è un’area a rischio, chi convoca la conferenza di servizi è tenuto a coinvolgerci per legge”, conclude Ferranti.

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