No alla superperizia. Ancora ombre sul caso Cucchi

In Cronaca & Attualità da Roma Est Magazine Commenti

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Il Gup ha respinto la richiesta dei legali della famiglia Cucchi fatta per accertare le cause della morte di Stefano, morto in circostanze sospette il 22 ottobre 2009 all’ospedale Pertini di Roma

Roma, 20 Ott – Un caso che lascia l’amaro in bocca, quello del giovane Stefano Cucchi, il trentunenne morto il 22 ottobre 2009 nell’ospedale Sandro Pertini di Roma, a seguito di fatti successivi al suo arresto del 15 ottobre 2009 e al processo per direttissima con cui era stato condannato alla detenzione fino al 13 novembre 2009.

All’indomani della pubblicazione del libro della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi,  presentato domenica scorsa alla trasmissione di Fabio Fazio “Che Tempo Che fa”, suscita polemiche il rifiuto, da parte del giudice per le indagini preliminari, di non procedere alla superperizia, richiesta dai parenti della vittima, per accertare le cause della morte di Stefano.

Con la perizia tecnica i legali della famiglia Cucchi vorrebbero contestare agli agenti penitenziari, per ora accusati di lesioni colpose, lesioni aggravate e di abuso d'autorità nei confronti di arrestato, il reato di omicidio preterintenzionale.

I pm Vincenzo Barbara e Maria Francesca Loy, hanno chiesto inoltre di processare pubblicamente, davanti alle telecamere e ai giornalisti, le 13 persone coinvolte nell’inchiesta (sei medici e tre infermieri dell'ospedale Pertini che ebbero in cura Cucchi, tre agenti penitenziari e del direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria). Per infermieri e medici le accuse riguardano i reati di abbandono di persona incapace, rifiuto in atti d'ufficio, favoreggiamento, omissione di referto.

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