Stacchini, le ruspe portano via le prime baracche. I nomadi a Castelnuovo di Porto?

In Ambiente & Territorio, Cronaca & Attualità, In Evidenza da Yari Riccardi Commenti

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Via le baracche del campo nomadi di Stacchini. Da ieri mattina le ruspe sono al lavoro, e alcune abitazioni dei nomadi “residenti” in zona sono già sparite: le operazioni di sgombero sono portate avanti dalla Polizia di Tivoli, dalla Questura di Roma, coadiuvate dai Vigili Urbani e dalla Protezione Civile. Resta una mattinata strana, quella di ieri, che andrà avanti anche nella giornata di martedì: l’area assolutamente blindata, nessuna comunicazione in merito dal comune di Tivoli. Cenni di uno sgombero organizzato dalla prefettura in accordo con l’amministrazione comunale tiburtina: tuttavia, l’ordinanza ancora non è stata firmata.

Che stia per arrivare una soluzione per l’area dell’ex polverificio? Ieri le baracche, circa venti, per lo più abbandonate. Quanto possano essere abbandonate delle baracche in un campo nomadi è difficile dirlo. Oggi la pulizia dai detriti, prima dell’intervento definitivo. La nuova residenza dei nomadi sarà con tutta probabilità quella di Castelnuovo di Porto, nel centro di accoglienza che si trova nella ex sede della protezione civile. Nomadi che già stanno iniziando l’esodo. Metodi, quelli dell’inizio dello sgombero, criticati dal responsabile della Caritas Diocesana Virgilio Fantini, che molto si è adoperato per l’integrazione dei nomadi, in particolare di donne e bambini.

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