Caos neve. Zingaretti e la Provincia sotto il fuoco incrociato di sindaci e consiglieri dei paesi più colpiti. Bertucci: “Dimissioni atto dovuto”

In Cronaca & Attualità, In Evidenza, Politica da Yari Riccardi Commenti

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La Provincia di Roma al caldo, e tutti gli altri al freddo e al gelo? Così la pensano molto comuni colpiti dalla grave ondata di maltempo che ha piegato – e che probabilmente continuerà a farlo – la Capitale e tutta la sua provincia. Un tiro a un bersaglio che ha un nome e un cognome per i sindaci dei paesi colpiti: quello di Nicola Zingaretti. “Si fa un gran parlare di Roma dove la situazione è sempre stata più o meno sotto controllo, ma non si parla dell’area provinciale, lasciata completamente a sé stessa”. E’ quanto afferma il sindaco di Morlupo, Marco Commissari. “Sono quattro giorni che ci facciamo carico di fare manutenzione e tenere agibili le strade provinciali: la Via Campagnanese è difficilmente percorribile e ci sono zone completamente isolate”. Zingaretti e i suoi assessori sono definiti dal sindaco “latitanti”, mentre, sui soccorsi, Commissari specifica che  “la Protezione Civile sta distribuendo il sale messo a disposizione dalla Provincia, ma in maniera lenta e insufficiente, tant’è vero che dobbiamo andare noi a prenderlo e spargercelo da soli, perché c’è solo un mezzo messo a disposizione dell’Ente. Per non parlare degli alberi: siamo costretti a rimuoverli noi dalle strade provinciali, nessuno si è fatto vedere né sentire. Siamo abbandonati a noi stessi”. Il secondo colpo a Palazzo Valentini arriva dal consigliere delegato alla Mobilità del Comune di Valmontone, Cristian Zaccagnini, il quale ha spiegato che se la città risulta ancora essere collegata al resto del mondo il merito è del “Comune e della volontà dei suoi cittadini La Provincia non ha fatto nulla, né si è fatta sentire. Abbiamo fatto tutto noi: liberato le strade, reso praticabile la Casilina e i suoi accessi principali. Abbiamo organizzato la fornitura di pasti caldi alle abitazioni rimaste isolate, senza corrente né riscaldamenti. E’ stato sparso il sale per le strade, alcune vie sono state rese praticabili. Chi ci ha aiutato? La Provincia? No, abbiamo fatto tutto da soli”. L’ultimo montante arriva da Labico. Stavolta è il vicesindaco Alfredo Galli, che ha parlato di “silenzi e spallucce” arrivati dalla Provincia. “Siamo isolati e arrabbiati – spiega – Quando hanno chiuso l’autostrada, per noi è iniziato il calvario. Hanno dirottato 50 tir sulla via Casilina, dove c’è una discesa pericolosissima sulla quale si sono bloccati tutti i camion. Abbiamo dovuto aprire il centro anziani per far mangiare e dormire le persone che sono rimaste bloccate. “Siamo dovuti intervenire con trattori e pale per liberare la via Casilina. Abbiamo impiegato i nostri mezzi, un trattore, qualche pala e il nostro sale per liberare la strada provinciale. Ho chiamato personalmente la prefettura, ma nessuno è intervenuto, mentre dalla Provincia ci hanno risposto che non avevano mezzi a sufficienza, nemmeno una motosega per togliere gli alberi dalle strade. Zingaretti e suoi assessori? Ma figuriamoci, tutti assenti”. Immancabile in questi casi Marco Bertucci, il quale non ha mai perso occasione di attaccare il presidente della Provincia. “Paesi isolati, comuni lasciati allo sbando, l’unico ruolo effettivo della Provincia quello di coordinamento della gestione emergenziale venutasi a creare per le avverse condizioni atmosferiche ampiamente previste, nonché i disservizi sulla viabilità provinciale che ancora oggi i cittadini della Provincia di Roma stanno subendo, sono la dimostrazione plastica di come Zingaretti e il centro sinistra abbiano fallito l’Amministrazione dell’Ente. In assenza di nastri da tagliare e di inaugurazioni di facciata, il Presidente Zingaretti non sa cosa fare? Gli suggerisco in maniera seria e ferma di rassegnare immediatamente le sue dimissioni come atto dovuto ai cittadini di un territorio umiliato”. Più chiaro di così.

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