Aveva trasformato il vano motore dell’ascensore condominiale in una serra

In Cronaca & Attualità da Roma Est Magazine Commenti

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Con il tenore di vita al di sopra delle sue possibilità, un 18enne ha attirato l’attenzione degli investigatori del Commissariato Aurelio, diretto dal dott. Federico Gazzellone, impiegati nel contrasto allo spaccio di droga nel quartiere Aurelio. Abiti firmati e telefonini di ultima generazione, assidua presenza nei bar e locali frequentati da tossicodipendenti, giustificavano il sospetto che il giovane avesse organizzato una fonte di reddito alternativo. Gli investigatori hanno allora tenuto d’occhio i movimenti del giovane ed hanno scoperto che nel vano manutenzione dell’ascensore del palazzo di casa sua, in via di Valle Aurelia, era stata allestita una piantagione di marijuana. Al tepore di una lampada alogena e protette da due pannelli in legno, 5 piante di marijuana in piena vegetazione confermavano ai poliziotti che il giovane aveva scelto di guadagnare denaro diventando coltivatore diretto di marijuana.

Gli agenti, prima di bloccarlo, hanno atteso che il giovane, G.D. 18enne romano pregiudicato, si prendesse cura delle piantine, aprendo il lucchetto che bloccava la porta del vano condominiale, e cominciando a spargere fertilizzante ed acqua con gli appositi irrigatori. In effetti, l’attività era stata organizzata bene con teli termo riflettenti, flaconi di integratori chimici, utensili per potare le piante ed una scatola per conservare il raccolto.

La successiva perquisizione in casa ha permesso di trovare tutto il materiale necessario al confezionamento delle dosi di droga, incluso un kit per la misurazione del PH delle piante e le riviste specializzate nell’uso e coltivazione della marijuana, sminuzzatori per le foglie ed i semi per le future piantagioni.  Il giovane aveva preso dunque sul serio la sua azienda, su due manoscritti indicava gli orari e le settimane in cui effettuare le annaffiature ed i raccolti.

Accompagnato negli uffici del Commissariato, G.D. è stato arrestato e risponderà di coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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