Guidonia. Il bilancio di Giuseppe Marani dopo 7 mesi di commissariamento

In Cronaca & Attualità, Politica, Primo Piano da Yari Riccardi

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Il bilancio preventivo approvato a fine 2016, i conti da far quadrare, una riorganizzazione degli uffici per ridare respiro a un apparato che cammina sul filo del rasoio ormai da mesi. Superati i sei mesi di commissariamento, Giuseppe Marani fa il punto su quanto fatto e quanto ancora resta da fare a Guidonia, con due date segnate in rosso, quella del 5 marzo per l’approvazione del piano di riequilibrio e quella del 31 marzo per il rendiconto 2016 e per il bilancio 2017. Su entrambi i fronti, numerosi sono gli spunti offerti dal commissario prefettizio.

Dottor Marani, che bilancio avete approvato a fine 2016?

Abbiamo lavorato per predisporre un bilancio all’insegna dell’equilibrio, visto anche il ricorso al Fondo di Rotazione. Come noto però tutto dipende dall’approvazione del piano di riequilibrio da parte del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti: se arriva il nullaosta bene, altrimenti “salta” il bilancio. L’attenzione dell’amministrazione è tutta su questo fronte: da oggi fino ai primi di marzo i dirigenti dovranno individuare i debiti da inserire nel piano di riequilibrio.

Quali conseguenze avrà questa situazione sulla città e sui cittadini?

Mi rendo conto che determinate misure portano sacrifici, siamo tutti cittadini italiani: purtroppo i provvedimenti adottati erano l’unico modo per evitare il dissesto. Il problema non è riferito esclusivamente al 2016, anno come evidente “costretto”. Il problema è quello di proseguire la via intrapresa circa il piano di riequilibrio.

La Corte dei Conti ha recentemente chiesto al Comune di rifare i riaccertamenti straordinari dei residui, focalizzando poi l’attenzione su alcune anomalie circa gli anticipi di tesoreria e alcune partite di giro. Cosa rappresenta questo per l’ente?

Nella delibera della Corte dei Conti sono esaminati i documenti relativi ai rendiconti di gestione del 2014 e del 2015. Alcune poste secondo la Corte andavano allocate in maniera differente. Da parte nostra rimetteremo a posto le cose con i primi atti utili relativi al bilancio per il nuovo anno. Occorre adeguarci alle prescrizioni indicate, dunque dobbiamo porre in essere tutti i provvedimenti utili per correggere gli errori contabili segnalati. La situazione di fatto è già sanata, va formalizzata. Da parte della Corte verifiche continue, partite con gli esami dei rendiconti più recenti per arrivare fino a quelli del 2011, 2012 e 2013.

Cosa succede se gli Interni e la Corte dei Conti non accettano il piano di riequilibrio?

In quel caso resta il rischio del dissesto. Il riequilibrio mette in condizione l’ente di sanare i debiti: dobbiamo presentare il piano entro il 5 marzo, mentre entro il 31 marzo deve essere approvato, ed ho tutta l’intenzione di farlo, il bilancio per il 2017 e il rendiconto relativo al 2016.

Il bilancio 2017 e il piano di riequilibrio sono legati? Quanto incideranno le prescrizioni della Corte dei Conti?

Con i due provvedimenti metteremo in assetto tutte le situazioni finanziarie del Comune. Come detto, la Corte ci ha chiesto di rifare il riaccertamento straordinario dei residui: sulla base dell’esito procederemo di conseguenza. Potrebbe scaturire ogni tipo di situazione: di fatto il riequilibrio e il riaccertamento viaggiano parallelamente.

Quale è la situazione relativa ai debiti fuori bilancio? Sono terminate le verifiche della commissione interna? Ci sono responsabilità amministrative?

I debiti devono essere riconosciuti entro il 5 marzo, e saranno pagati interamente se il riequilibrio sarà approvato, altrimenti in misura ridotta. L’organo interno predisposto per relazione sul tema consegnerà i risultati entro questa settimana. Su eventuali responsabilità amministrative dico solo che se ci sono bisognerà ovviamente procedere.

Per i dirigenti comunali indagati e per quelli rinviati a giudizio sono state avviate o sono in programma verifiche disciplinari?

In alcune situazioni ci sono atti che sono dovuti: occorre valutare situazione per situazione.

Il Comune ha stipulato una convezione con la Città Metropolitana, prevedendo l’arrivo nel settore Finanze di esperti esterni. Arrivano? Quali i costi per l’ente? Che compiti avranno?

Abbiamo avuto nella giornata di martedì 10 gennaio un incontro per definire i dettagli. Il Comune ha aderito alla Convenzione solo per il settore Bilancio e Tributi, quindi i professionisti andrebbero a supportare nella pratica l’Ufficio Ragioneria. Circa i costi per l’ente è possibile che ve ne siano, ma io ho dei vincoli da rispettare, quindi se si rischia di oltrepassarli se ne farà a meno oppure ricondurremo tali costi nei limiti previsti.

Parliamo dei Cpi delle palestre scolastiche e comunali. A che punto siamo?

La struttura di via Po è praticamente prossima ad essere operativa, per le altre sono in corso alcuni interventi per adeguarle alle Scia. L’amministrazione ha recepito alcune indicazioni sul regolamento, che avevamo messo sull’albo per la pubblica consultazione. Il regolamento dovrà poi essere approvato e le norme presenti dovranno essere applicate.

La situazione del Teatro Imperiale invece?

Abbiamo chiesto all’Ufficio Tecnico di ripristinare il riscaldamento. Sull’altro versante avevamo fatto un ragionamento con i rappresentanti dell’associazione che ha gestito la struttura. Credo tuttavia che non potesse andare diversamente, non mi risulta che a suo tempo ci sia stato un affidamento.

Abbiamo parlato molto di bilanci. Quale è il suo bilancio di questi primi mesi a Guidonia?

È  chiaro che la situazione è complessa, in particolare sul versante amministrativo: la cronache giornalistiche sul versante penale lo confermano. Non è stato possibile fare tutto quello che questa città merita. O non ne sono stato capace. La funzione del commissariamento è quella di arrivare alle elezioni amministrative nelle migliori condizioni possibili: in una gestione temporalmente lunga ci si pongono obiettivi di miglioramento, che spesso si scontrano con situazioni contingenti. La città merita molto, e molto le va dato.

Passi in avanti ce ne sono stati?

Certamente. Piccoli e significativi. La modifica della struttura amministrativa, l’arrivo di risorse che possono dare molto all’ente, la modifica di regolamenti per valorizzare lavoratori e professionalità all’interno del Comune. Vedo il 2017 meglio del 2016: stiamo mettendo le premesse per migliorare.

Marzo è dunque il nuovo mese decisivo per le sorti finanziarie dell’ente e per quelle di una città senza sindaco dal 2014. Mentre in molti si affannano a dare al commissario prefettizio colpe e responsabilità che non può avere – i debiti fuori bilancio, insieme a tutta una serie di problematiche, c’erano anche prima dell’arrivo di Giuseppe Marani, è bene sottolinearlo – a Palazzo si prova a far quadrare i conti, in profondo rosso. Solo così il prossimo primo cittadino siederà su una poltrona non solida – quando mai lo è stata a Guidonia? – ma almeno adatta per affrontare le perigliose acque del riequilibrio. Se a marzo tutto andrà come si spera, ovviamente.

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