Fonte Nuova / Marcello Veneziani presenta il suo ultimo libro

In Terza pagina da Alessandra PaparelliLascia un commento

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Venerdì 24 novembre presso la sala parrocchiale Giovanni Paolo II a Fonte Nuova, il filosofo Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, ha presentato al pubblico presente in sala il libro “Tramonti – un Mondo finisce e un altro non inizia”, edizioni Giubilei.

A introdurre il noto giornalista, Pierluca Evangelista, consigliere comunale di maggioranza e Presidente della Commissione Cultura al Comune di Fonte Nuova, Roma. Una occasione, questa, per incrementare la cultura sul nostro territorio.

L’autore si è intrattenuto per un paio di ore con i tanti cittadini presenti e alcuni politici di Fonte Nuova, parlando “della fine dell’Occidente, del tramonto delle ideologie e di una sorta di catechismo ideologico che seguiamo”, in un’epoca in cui “le ideologie non ci sono più”. L’Occidente ha sconfinato – secondo lo scrittore – per certi versi, tutto il Mondo è diventato Occidente.

“Se voi andate in qualunque angolo del Mondo – ha continuato Veneziani – trovate esattamente l’espansione dell’Occidente, con gli stessi, identici, prodotti. Parallelamente all’espansione economica si è assistito al declino e alla sparizione della società occidentale. Anche demograficamente, un Occidente sempre più minoritario”.

“Viviamo in epoche di grandi cambiamenti ma di fronte a questi scenari quali sono i grandi cambiamenti che avvengono? Tutti i cambiamenti – ci dice Veneziani –  sono tecnologici: ormai le grandi rivoluzioni – sparite quelle politiche e sociali – sono tutte unicamente tecnologiche, commerciali ed economiche. Tutto si riduce a un “Black Friday”. L’economia e la tecnologia sono condizioni di benessere, l’economia espansa e il capitalismo sfrenato non possono però sostituire il pensiero”.

“Sembra finire un’epoca – dice lo scrittore al pubblico – ed abbiamo smesso di pensare, abbiamo perso il gusto delle idee e non soltanto le ideologie; sono svaniti e dissolti tutti i mondi in cui abbiamo vissuto e creduto, abbiamo perso anche la memoria storica.  Tutto è politically correct, una sorta di karma che tutti noi dobbiamo seguire, con parole chiavi da dire e termini da non usare.  Un catechismo ideologico in epoche in cui non ci sono più le ideologie”, Disgregati dunque, secondo Veneziani, “il pensiero e la carta stampata, la morte dei giornali e del libero pensiero, dissolte le religioni e le loro chiese, la Storia, la politica e i grandi movimenti, di pensiero e ideologici”.

“Aspettare quelle albe che non verranno”.

“Credo che solo riscoprendo le nostre radici, si possa ricostruire il nostro futuro, che non può mai prescindere dal passato, per il quale occorre promuovere cultura e valori”. Dissolte le tradizioni, l’identità culturale, la famiglia, il rispetto, il senso civico. Il tramonto dunque di un’epoca a cui non sembra seguire la consueta alba. Tutto sembra mutare, scoppiare, disgregarsi e sgretolarsi.  Tutto finisce per perdere senso e consenso – continua Veneziani – ma nessuna progettualità sorge al loro posto, nessun progetto, nessuna lungimiranza politica ma nemmeno in altri campi”; nessuno spirito critico, come la sottoscritta ha sottolineato allo scrittore nella domanda finale. L’alba, non si vede.

Veneziani ha sottolineato alla platea il fatto che viviamo un mondo globalizzato e senza confini, pieno di pseudo-simulacri consumistici: un mondo narciso pieno di narcisi, un concentrato di ego, un mondo stressato, stremato, spaesato e sconfitto. Marcello Veneziani ha tenuto a sottolineare che non è la fine del mondo, perché la Storia non si può fermare ma “è la fine di un mondo, del nostro mondo e del mondo appunto occidentale”.

Maurizio Guccini, Consigliere Comunale e Presidente attività produttive del Comune di Fonte Nuova: “ho ascoltato con molto interesse – dice il consigliere – credo che oggi ci sia la tendenza a voler indicare nella politica qualcosa di brutto e superato; se è vero che ci sono state situazioni sbagliate nella politica è altrettanto vero che ci sono e ci sono state altrettante persone che hanno vissuto esperienze formative importanti. Oggi si tende a cancellare tutto, con grande delusione verso la politica stessa. Forse rischiamo di vedere tanti tramonti e nessuna alba? E’ giusto liberarsi anche delle cose realizzate e fatte dalla buona politica del passato?”.

“La politica – risponde Veneziani – ha rispecchiato l’andamento della popolazione: una politica mediocre come mediocre anche l’espressione popolare. La politica deve saper selezionare la classe dirigente, formandola, selezionando le persone più dinamiche ed è necessario creare un criterio di selezione, formando e facendo arrivare persone qualificate. La politica deve essere necessariamente selezione, deve essere credibile. Manca oggi l’avere un ceto motivato che faccia politica, perché la classe dirigente deve assolutamente essere anche preparata e all’altezza. Ricordiamo inoltre che la classe dirigente è l’elite di un Paese”.

Floridi, Presidente dell’aula consiliare: ho ascoltato molto attentamente, condivido praticamente tutto di questi “tramonti”. Assistiamo all’estremizzazione di tutto e all’allontanarsi dall’amore della famiglia, questo il punto in questione. Oggi ci sono nuove forme di famiglia e ben vengano queste nuove forme, a mio avviso. Lei dice che stiamo perdendo l’amore e l’affetto per la famiglia, vorrei quindi che centrassimo meglio il tema, insieme”.

“La famiglia – risponde Veneziani – non è una unione come le altre e nemmeno quel brontosauro che vogliamo tutti cancellare, la famiglia è il fondamento della società, con tutte le scelte rispettabili di ognuno di noi, ma non possiamo negarne la fondatezza. E’ l’ultimo rifugio, l’unico luogo in cui ci sentiamo autenticamente noi stessi e dove sacrificare noi stessi nel nome di chi amiamo. Non tutti i mali della società derivano dalla famiglia, non è un elemento di cui vergognarci. E senza la famiglia, la società si scardina. A fronte di numerosi abusi e violenze perpetrate in famiglie omertose, come nelle cronache attuali, troviamo tante, tantissime famiglie dove regnano amore e rispetto”,

Veneziani, concludendo, propone come soluzione dunque, una resistenza nel nome dei valori delle tradizioni, del rispetto, della cultura e della famiglia.

 

 

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