Tivoli/Guidonia. Francesco Menditto e una Procura della Repubblica “antenna del territorio e composta di donne e uomini in carne ed ossa: così alimentiamo il circolo virtuoso con le persone”

In Cronaca & Attualità, Primo Piano da Yari Riccardi

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Una accurata ed attenta analisi di un territorio osservato e vissuto tutti i giorni. Un territorio complesso e variegato, che ha bisogno di figure di riferimento, di circoli virtuosi da innescare tra cittadinanza e giustizia, di coscienza civile. Di questo e di altro abbiamo parlato con Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica di Tivoli, in servizio nel palazzo di via Antonio Del Re dallo scorso maggio.  È lui il volto che rappresenta in tutto e per tutto il lavoro di decine di uomini e di donne che tutti i giorni lavorano in nome della legalità.

Lei ha definito la Procura “una antenna del territorio”. Può spiegare questa espressione?

Il nostro lavoro sta tutto in un obiettivo, quello di reprimere i reati e ripristinare la legalità. Questo intendo con l’espressione che ho utilizzato nell’ultima conferenza stampa: la Procura, le Forze dell’Ordine, sono tutte antenne che captano istanze e problematiche di un territorio complesso e variegato come quello sul quale lavoriamo.

Secondo lei i cittadini percepiscono la presenza e l’importanza di una Procura della Repubblica?

Quello che vedono le persone è da capire e analizzare giorno per giorno, quindi non posso dare una risposta. Posso però dire quale è il mio obiettivo, mio e di tutti i magistrati perché previsto dalla Costituzione. Noi abbiamo il dovere di essere “invisibili” quando portiamo avanti le indagini, ma non siamo, né abbiamo intenzione, di essere blindati all’interno del nostro palazzo: siamo aperti a quanto accade sul territorio, con un occhio particolare all’associazionismo e alle scuole. È nostro dovere far passare ai ragazzi il messaggio che una Procura della Repubblica è fatta di uomini e donne in carne ed ossa. Solo così possiamo avere ed acquisire fiducia, indispensabile a portare avanti un lavoro delicato come il nostro. Vede, se c’è fiducia le persone hanno la forza di denunciare eventuali fatti ai quali assistono, e noi riusciamo a ripristinare la legalità con maggior forza. Penso a quanto accaduto a luglio, quando proprio con la denuncia di un cittadino abbiamo risolto un omicidio avvenuto a Tivoli: questo è l’esempio di circolo virtuoso al quale tutti dobbiamo ambire.

In questi mesi quale è il panorama che è emerso dal territorio di Guidonia?

A Guidonia c’è tanta gente per bene. Vedo una città in sé sana, con una buona integrazione di alcune comunità di stranieri, in primis quella rumena. I fenomeni criminali emersi sono quelli tipici di una grande città, il traffico di stupefacenti, le indagini relative ai reati contro la pubblica amministrazione, dinamiche altamente simboliche come la banda di egiziani sgominata solo pochi giorni fa, la crisi economica che ha fatto aumentare sia i piccoli furti che gli episodi di usura. La criminalità è diffusa e come tale va contenuta. Guidonia ha la nostra massima attenzione ed è tra i nostri impegni prioritari.

Quali le differenze con Tivoli?

Tivoli è una città innanzitutto più piccola, e che soprattutto non ha avuto l’imponente crescita demografica di Guidonia in pochi anni. Per questo i fenomeni criminosi a Tivoli sono piuttosto ridotti rispetto a quanto accade nella Città dell’Aria.

C’è un reato che accomuna l’intero territorio?

Sono piuttosto diffusi i reati verso le cosiddette “vittime vulnerabili”, dunque donne e minori. Da parte nostra c’è la massima attenzione vista la delicatezza del fenomeno in questione.

Come è la situazione relativa alla caserma della Guardia di Finanza in procinto di sorgere a Guidonia?

Ci sono ritardi di tipo prettamente burocratico: la struttura è praticamente completata ma mancano alcune autorizzazioni. Stiamo facendo di tutto come Procura per accelerare l’iter, lo stesso sta facendo il commissario prefettizio di Guidonia Giuseppe Marani. Non posso dare tempi, li darò solo quando saranno certi: so che è volontà della Guardia di Finanza investire su questo territorio, per una struttura che rappresenterà un nuovo e importante presidio di legalità.

I tempi spesso lunghi della giustizia rischiano di intaccare il rapporto di fiducia con i cittadini?

Il rischio c’è, ma che i tempi della giustizia siano lunghi è fatto noto. Possiamo però dire che spesso sono brevi quelli della Procura quando sono in ballo eventi di grande rilevanza, che necessitano di interventi urgenti: un esempio è la complessa indagine relativa all’Operazione Piramide, avviata e chiusa in 4 mesi, così come tutti i sequestri e gli arresti fatti in questi mesi. Il punto sta tutto nella tempistica dei processi, e dunque in quella delle condanne e delle assoluzioni: è una problematica nazionale che nasce da norme ancora farraginose. Possiamo però dire che da qui a 5/6 mesi arriveranno a Tivoli un nuovo Pubblico Ministero e due giudici. Il rafforzamento dell’organico è un primo passo.

Si parla spesso per questo territorio di una presenza della criminalità organizzata. È un rischio presente?

La Procura della Repubblica di Roma diretta dal dottor Pignatone sta portando avanti un eccellente lavoro contro la criminalità organizzata. Lo fa nel territorio della Capitale e lo fa in quelli limitrofi, dunque anche a Tivoli: gli occhi sono dunque ben aperti, ed è una eccellente garanzia visto che parliamo di magistrati che ben conoscono la fenomenologia del crimine organizzato. Una tematica ha ovviamente bisogno di attenzione costante.

Circoli virtuosi, rapporti di fiducia, sensibilizzazione dei giovani. Una Procura che non si blinda ma che fa della partecipazione al respiro del territorio dove opera il suo credo. Il palazzo in via Antonio Del Re è vivo e aperto al territorio. Il racconto dei primi sei mesi di servizio di Francesco Menditto sta lì a dimostrarlo. Non con le parole, ma con i fatti.

 

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