Guidonia / Un insediamento abusivo di fronte al condominio: gli incubi dei residenti della Sorgente

In Primo Piano da Yari RiccardiLascia un commento

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“A Ferragosto il piazzale era pieno, poi se ne sono andati”. Ma il primo ritorno c’era già stato circa un mese fa. Erano 4 roulotte. Una settimana fa il nuovo arrivo, in messa, con il piazzale di Largo della Sorgente, all’incrocio con Via delle Calle, pieno di mezzi. La metà se ne sono andati via dopo l’immediata segnalazione dei residenti del condominio “La Sorgente 2” e l’arrivo dei Carabinieri, che hanno convinto ad andarsene entro 48 ore la metà degli occupanti. “Sono stati di parola”, racconta uno degli esasperati condomini. Due giorni dopo sono tornati, ed il piazzale è di nuovo pieno.

Torna di nuovo l’emergenza nomadi nella zona della Sorgente, ormai meta ambita per i gruppi di nomadi che ormai da anni fanno la spola tra le varie aree del Bivio di Guidonia.

Una questione che va ad impattare sulla vita dei residenti del condominio, obbligati loro malgrado a convivere con gli insediamenti abusivi che vanno e vengono ormai da due anni, con il fenomeno che si è intensificato negli ultimi 12 mesi. Immondizia, degrado, poca sicurezza: la zona è completamente abbandonata.

I condomini sono subito, e di nuovo, passati alle vie di fatto. Un’altra diffida in data 29 ottobre è stata indirizzata al Comune di Guidonia, alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Asl e alla Procura della Repubblica: l’oggetto è quello di sempre, “l’invito” – ma è più un grido d’aiuto – all’amministrazione “ad adottare ogni qualsivoglia misura idonea volta a contrastare il fenomeno dell’occupazione abusiva di suolo pubblico da parte di insediamenti della comunità nomade la quale, per vero, determinava un abbandono incontrollato ed un’incuria dell’area a solo ed esclusivo discapito dei residenti”. Sarà un caso che solo dopo un paio di giorni è arrivata l’ordinanza di Palazzo Matteotti? Certamente no: il provvedimento comunale sembra obbligato, ennesimo tentativo di venire a capo di un problema ben lontano dalla soluzione.

Mentre parliamo con i residenti va avanti senza sosta il rumore di bottiglie spaccate. “La storia è iniziata nel 2017, con la prima denuncia di un accampamento abusivo nella zona, che evidenziava la totale violazione degli occupanti delle norme su civiltà, decoro e igiene pubblica: era il novembre dello scorso anno”. Da parte dell’amministrazione solo interventi parzialmente risolutivi, con il degrado e l’incuria che non si sono mai allontanati dalla Sorgente.

La questione non riguarda soltanto gli insediamenti: la questione investe la sicurezza a 360 gradi, a causa di fenomeni di microcriminalità e di vandalismo – anche nei confronti dei vicini esercizi commerciali – che portano a disattendere le più semplici esigenze igienico sanitarie, rappresentate dall’abbandono indiscriminato di rifiuti – urbani, tossici e nocivi – e il conseguente ed inevitabile incenerimento degli stessi. Il risultato? Fumi tossici incontrollati. L’abbandono della zona è simboleggiato dall’ex Micros, andato a fuoco negli scorsi mesi e oggi meta per vagabondi preda di un incontrollato scarico abusivo di rifiuti. Dall’altro lato il problema non è soltanto rappresentato dai nomadi: bottiglie che si rompono, schiamazzi notturni, preservativi usati lasciati a terra raccontano la “vita notturna” del piazzale. Una vita notturna subita, ancora, dagli abitanti della zona.

“Anche a fronte di tale sconcertante situazione fattuale, nonostante i ripetuti solleciti, alcuna efficace misura di contrasto a dette pratiche illecite e pericolose veniva posta in essere dal Comune di Guidonia Montecelio, con ciò determinando non trascurabili conseguenze sulla vita e sulla salute dei cittadini residenti”, si legge nella diffida.

I condomini intendono passare alle vie di fatto. “Preannunciamo all’amministrazione come tutte le violazioni alle normative penali in materia ambientale verranno prontamente denunciate alla Procura della Repubblica competente rammentando, in tal senso, come l’art. 40 del Cod. Pen. stabilisca una precisa responsabilità penale anche in capo a coloro su cui gravi l’obbligo giuridico di impedire la consumazione del reato equiparando, la norma richiamata, la condotta del soggetto inerte a quella di colui che consumi il reato”.

La diffida richiede interventi di massima urgenza, che possano impedire ulteriori attività illecite. L’obiettivo è uno soltanto, la tutela della popolazione residente alla Sorgente. Viene dunque richiesto lo sgombero immediato dell’insediamento tra Via delle Serbere e Via delle Calle, e il conseguente ripristino del divieto di sosta; l’emissione di “ogni provvedimento atto ed idoneo a delimitare l’area in oggetto attraverso l’apposizione di dispositivi strutturali impeditivi del transito di qualsivoglia veicolo (cd. “newjersey” di cemento ovvero “panettoni” in cemento), cosicché venga salvaguardato il suolo pubblico sito in Largo della Sorgente il quale, di fatto, si presterebbe – in assenza dell’illecita e più volte contestata occupazione abusiva – all’uso “pedonale” da parte dei residenti”; la predisposizione di fototrappole per individuare i responsabili dello sversamento dei rifiuti tossici e degli atti vandalici e criminosi in generale e infine l’emissione di una nuova “ordinanza di rimozione dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi con la fissazione di apposito termine provvedendo, altresì, alla periodica pulizia delle medesime aree al fine di prevenire, scongiurare o quantomeno ridurre il danno o il pericolo all’ambiente e alla salute umana conseguente al probabile inquinamento delle matrici ambientali dovuto all’abbandono dei rifiuti e al successivo frequente incendio degli stessi”.

La diffida non lascia spazio a interpretazioni. Ma c’è di più. “Come condomini ci siamo resi disponibili a collaborare economicamente, ovviamente in ragione della disponibilità finanziaria di ognuno, con l’Amministrazione competente al fine di veder posti in essere gli interventi che abbiamo richiesto ed invocato”.

Questa è la situazione alla Sorgente. Una storia di finestre tenute per forza chiuse, di discariche abusive davanti al portone di casa, di poca sicurezza e di poche risposte da parte di chi dovrebbe tutelare i suoi cittadini. Il provvedimento dell’amministrazione comunale è inevitabilmente conseguenza della diffida del Condominio. E per questo deve essere messo in pratica senza ulteriori indugi.

 

 

 

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