Tivoli / Trascrizione del doppio cognome per figli di coppie omogenitoriali, passa la linea di Marinucci e Di Giuseppe: respinta la mozione di Tropiano

In Roma Est da Yari Riccardi Commenti

Condividi

Un no secco e senza interpretazioni quello arrivato nell’ultimo consiglio comunale di Tivoli per la mozione presentata dal leghista Vincenzo Tropiano sulla trascrizione del doppio cognome per figli di coppie omogenitoriali.

Vince dunque la linea del duo composto da Irene Marinucci e Laura Di Giuseppe, consigliere di maggioranza la prima, e in opposizione la seconda, unite stavolta dagli stessi ideali.

“Oggi si è parlato di legalità, di ‘normalità’, di diritti acquisiti, di diritti da acquisire o da non far acquisire; oggi si è parlato di giusto, di sbagliato, di evoluzione sociale e di ritorno al medioevo; oggi qualcuno ha provato a fare campagna elettorale sulla vita delle persone; oggi c’è chi ha difeso il diritto a esistere di tutti”.

Non solo discussioni, ma anche e soprattutto un verdetto importante. “L’unica cosa che ci preme veramente di sottolineare di questa giornata è che, dopo aver parlato, si è votato, a maggioranza larghissima (15 contrari, 2 favorevoli e 1 astenuto), che i diritti devono essere di tutti e che, nel nostro Comune, non c’è spazio per la discriminazione e che è l’amore a fare da fondamento alla famiglia e non l’orientamento sessuale”.

Un passo piccolo ma di grande impatto sull’opinione pubblica. “Non vogliamo lasciare spazio a polemiche. Lo spazio vogliamo lasciarlo solo all’orgoglio che proviamo nei confronti di questa votazione che ci rende fiere come cittadine, ancor prima che come amministratrici. Quanto altro si dirà su questo tema non ci interessa. Quello che ci interessa ora è che, quel vuoto normativo a cui la mozione si appigliava, venga presto colmato da una legge volta a sancire l’ampliamento dei diritti delle famiglie arcobaleno, dando un senso reale alle parole della nostra meravigliosa Costituzione che, da sempre, ci parla di uguaglianza, tolleranza, pari opportunità e sostegno alla realizzazione personale di ogni individuo. Crediamo che questo sia solo l’inizio”, chiudono Di Giuseppe e Marinucci.

Il commento di Tropiano. Il commento del consigliere leghista tenta di sgombrare il campo da altre interpretazioni. “Si sono nascosti dietro attacchi strumentali alla Lega per non approvare la mozione di chi vuole la famiglia tradizionale e chiedeva di attendere provvedimenti organici emanati da qualunque tipo di Governo”. Sembra forte l’amarezza di Tropiano. “Nessuno ha messo in discussione come ciascuno vive la propria sessualità, nessuno ha parlato di diritti civili, ed invece hanno voluto strumentalizzare la questione dipingendo la Lega ed i Ministri Salvini e Fontana come demoni. Nei vari interventi hanno parlato di ritorno al medioevo, di deriva fascista, xenofoba e razzista. Addirittura c’è chi ha invocato la disobbedienza popolare contro la Lega e i suoi rappresentanti di governo. Il Sindaco, in particolare ha detto che ha seriamente pensato di dimettersi in quanto non si riconosce in questi rappresentanti delle Istituzioni che – a suo dire – non accettano le decisioni della magistratura, soffiano sul fuoco e usano toni offensivi”.

Polemiche roventi dunque, prima e durante il consiglio. Mentre dentro si discuteva, fuori alcuni rappresentanti della comunità LGBT hanno appeso striscioni sulla vicenda. E’ anche e forse soprattutto una loro vittoria.

Condividi