Roma / Il decennale del Partito Democratico

In Politica, Roma Est da Alessandra Paparelli Commenti

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Il Partito Democratico ha celebrato sabato 14 ottobre presso il Teatro Eliseo di Roma i suoi dieci anni di vita con una convention affollata e in un clima di emozione ma anche di forte contrapposizione all’interno del centrosinistra.

Presenti alcuni ministri, parlamentari e dirigenti democratici.

Grande assente, Romano Prodi. A salire sul palco il segretario Pd Matteo Renzi, un ritrovato Walter Veltroni e il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Walter Veltroni: “Il governo Prodi del ’96 fu il migliore della storia della repubblicana”

Il primo a salire sul palco e prendere la parola è stato proprio Veltroni, primo segretario del Partito Democratico: “Il Pd nacque con dieci anni di ritardo; doveva essere il consolidamento dell’Ulivo, il governo Prodi del ’96 fu il migliore della storia della Repubblica prima di tutto per l’autorevolezza di chi lo presiedeva: Romano Prodi, ma quella esperienza è morta, fu uccisa da due mali storici della sinistra, il massimalismo e le divisioni”.

Presente anche il premier Gentiloni: “Stiamo lavorando per approvare lo  Ius Soli entro questa legislatura”  Gentiloni, a proposito dello Ius Soli “stiamo lavorando per approvare la legge entro questa legislatura” – ha sottolineato dal palco, ricordando poi  i dieci anni di storia del Partito Democratico “Non sono stati anni facili. A tratti qualcuno si è sentito in una casa troppo simile a quella di una tradizione diversa, a tratti a qualcun altro è parsa occupata da un manipolo di estranei”.  E nel finale “E’ acqua passata, il Pd è il Pd”.

Non poteva mancare il segretario Matteo Renzi “Il nostro nemico? L’autoreferenzialità, il parlarsi addosso, le nostre divisioni interne – ha detto Renzi ai partecipanti, in platea.  “Il Pd non appartiene a chi è sul palco in questo momento. Noi abbiamo un debito straordinario e gratitudine nei confronti di Veltroni, ma il Partito Democratico non appartiene a lui. Noi sosteniamo Gentiloni ma il Partito Democratico non appartiene nemmeno a lui e nemmeno a me”.

Non è mancata la frecciata finale al M5S “Il Movimento 5 Stelle appartiene al figlio del fondatore, al nipote del fondatore e al commercialista del fondatore. La nostra è tutta un’altra storia”.

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