Tivoli / Caos cave, il Comune: “Pronti a sottoscrivere l’accordo quadro e a lavorare per il piano di assetto”

In Primo Piano da Yari Riccardi Commenti

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“Il Comune di Tivoli è pronto a sottoscrivere l’Accordo quadro e a lavorare per arrivare in tempi brevi al Piano di assetto”. Così l’assessore all’ambiente del Comune di Tivoli Maria Ioannilli commenta la bozza di accordo quadro arrivata dal tavolo attivato dalla Regione Lazio con il coordinamento dell’assessore Gian Paolo Manzella. Un tavolo nato principalmente dalle criticità che erano emerse nel territorio di Guidonia in merito alle richieste di proroga delle attività estrattive da parte di alcune imprese, il tavolo ha poi assunto l’obiettivo di arrivare a formulare un Piano di Assetto per l’intero polo estrattivo dell’area. Quello stesso tavolo nato da quattro mesi, “all’esterno” del quale il Comune di Guidonia ha deciso di agire con ordinanza dirigenziale per la revoca dell’autorizzazione alla STR, al centro delle roventi polemiche di questi giorni intorno all’amministrazione comunale pentastellata di Michel Barbet.

Parte da Tivoli dunque la nuova fase, partita dopo la comunicazione dell’assessore regionale della scorsa settimana. “Sono molto soddisfatta di questa evoluzione – ha dichiarato l’assessore Ioannilli – poiché ritengo che la disponibilità del Piano ci permetterà di determinare delle nuove politiche di sviluppo del nostro territorio, coerentemente con gli obiettivi di questa Amministrazione comunale ed in sinergia con l’amministrazione di Guidonia Montecelio”. Dunque Tivoli chiama la vicina Città dell’Aria, alle prese in questi giorni con le manovre necessarie e difficili – lo ha dimostrato l’ultimo surreale consiglio comuna, durante il quale l’ordinanza di “revoca della revoca” sembrava cosa fatta, salvo poi rivelarsi un colossale buco nell’acqua – per tamponare l’emergenza occupazionale che rischia di coinvolgere più di 2000 persone.

La bozza di accordo di programma interessa le amministrazioni locali, gli enti sovraordinati e le attività di controllo: l’obiettivo è quello di determinare un Piano d’Assetto dell’area all’interno del quale contemperare tutti i diversi aspetti, sia occupazionali che ambientali.

Si va dunque dalla salvaguardia dei posti di lavoro alla tutela ambientale, passando per le “interferenze tra le attività di cava e la falda acquifera e lo sviluppo della filiera del travertino – così la nota del Comune di Tivoli – che nasce in linea quanto indicato nel progetto Pietra Miliare, presentato nel novembre del 2015 alla Regione Lazio da Comune di Tivoli, Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano, Enea, Università La Sapienza di Roma, Città Metropolitana di Roma Capitale, Unindustria e da una serie di aziende del travertino, risultato idoneo alla valutazione da parte della stessa Regione”.

E’ un documento cruciale, perché andrà a costituire un accordo quadro che darà il via al processo che porterà gli enti coinvolti al processo per la redazione del Piano di Assetto del Settore Estrattivo. Un piano, questo, che andrà a svilupparsi attraverso verifiche di tipo paesistico, culturale, economico, urbanistico, ambientale, geologico ed idrogeologico e che dovrà essere redatto secondo la normativa nazionale e regionale relativa alle varianti degli strumenti urbanistici, e tenere conto dei piani di coltivazione di tutte le attività estrattive presenti nell’area.

Specifico rilievo sarà dato al carattere strategico – non solo attraverso il profilo economico ma anche sotto quello storico culturale – del comparto del Travertino Romano, in ambito locale e regionale ma anche in relazione alle sue opportunità sul mercato globale. Spazio anche alla valorizzazione e alla evoluzione competitiva del settore, che ha per oggetto la coltivazione, la lavorazione e la commercializzazione del Travertino; ecco dunque “la promozione di un marchio di qualità del Travertino, che garantisca i profili qualitativi, ambientali ed etici del processo produttivo e del prodotto e ancora l’impulso alle attività di formazione relative alle professionalità interessate dalla filiera estrattiva.

Infine non manca il legame con la cittadinanza, attraverso azioni che vadano a promuovere la massima informazione sulle eventuali ripercussioni legate all’attività estrattiva in termini ambientali. Non è necessario dunque “lavorare di accetta” per regolamentare un settore. Non lo era prima, non lo è ora. Non lo sarà in futuro: in ballo troppi posti di lavoro per proseguire sulla via del muro contro muro. L’esempio di quanto sta accadendo a Guidonia non può non essere caso di scuola: “l’accetta” non porta a nulla.

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