Guidonia / Consiglio Regionale, maratona per l’emendamento salva cave

In Primo Piano da Alessandra Paparelli Commenti

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Terminato il Consiglio Regionale Lazio per la questione cave-settore estrattivo: approvato l’emendamento dell’Assessore Gian Paolo Manzella.

L’emendamento “salva-cave” presentava 23 sub-emendamenti, arrivati da tutte le forze politiche, e di fatto va a sospendere i predinieghi per le aziende del settore estrattivo – facciamo ovviamente riferimento alla situazione di Guidonia Montecelio –  tutto è ovviamente nato per il caso di Guidonia – e lascia spiragli anche per le ditte destinatarie delle ordinanze di revoca del Comune di Michel Barbet, perchè se è vero che era impossibile per la Regione dare vita a un provvedimento retroattivo, la legge offre alle due aziende speranze per una decisione favorevole del TAR, visto che ora c’è una forte “pezza d’appoggio”, quella appunto della legge regionale modificata. La svolta è stata l’approvazione della proposta di Laura Cartaginese, approvata dal centrodestra e dal PD nella seduta di ieri: non si interviene sui provvedimenti già chiusi ma su quelli sotto verifica. Per quello che riguarda Guidonia ci saranno dunque 18 mesi per arrivare a una quadra che tuteli lavoro, operai e ambiente.

La Regione Lazio si mette a fianco dei Comuni per le verifiche straordinarie, aiutandoli nei controlli e nelle verifiche ambientali, nel rispetto delle norme: prende l’impegno di modificare e aggiornare in Commissione la Legge 17 sulle cave ma non interviene dunque negli atti già chiusi da parte dei Comuni (non entra negli atti già definiti, ossia le revoche) e sottoposti a giudizio del TAR (come nel caso di Guidonia Montecelio che attende il procedimento da discutere il 9 ottobre prossimo). Ma adesso la giustizia amministrativa ha una legge regionale da prendere in considerazione, che oggi c’è ma che in agosto, ai tempi delle revoche, no. La Regione ha tutelato il futuro – per 18 mesi – e lasciato spiragli per chi è sotto revoca. La questione, oggi come non mai, è tutta nelle mani del TAR.

Una nottata infinita a culmine di una vicenda molto complessa. Più volte, in queste settimane – lo abbiamo detto ascoltando tante voci  anche in onda , in diretta a Radio Italia Anni 60 Roma – una sorta di parola d’ordine era quella di “uscire dall’impasse”: come tutelare lavoratori, attività produttive, legalità e ambiente.

Quello che resterà è la fortissima mobilitazione degli operai: tra manifestazioni e cortei, stanchezza e amarezza, il presidio sotto il palazzo comunale di Guidonia resterà nella storia della città per la fortissima carica emotiva che ha rappresentato. Una carica che ha trascinato la popolazione e l’opinione pubblica e che ha riportato alla luce legami di solidarietà che sembravano irrimediabilmente perduti. Gli operai sotto le finestre del Comune sono i veri protagonisti di questi giorni. Non possiamo dimenticare le tende, gli accampamenti di fortuna sistemati sotto il sole o la pioggia, abitazioni temporanee di persone che hanno temuto per il proprio destino.

Il futuro se lo stanno conquistando con le loro forze.

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