Guidonia / Caos cave, continua il presidio dei lavoratori: “Da qui non ce ne andiamo”

In Primo Piano da Yari Riccardi Commenti

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La prima notte è passata. Prosegue senza sosta il presidio dei cavatori nella piazza del Comune, la protesta organizzata dai sindacati andrà avanti ad oltranza. In piazza le tende sono già sistemate per la notte, e gli operai annunciano di non voler fare passi indietro.

“Da qui non ce ne andiamo e le tende non le togliamo sino a quando non abbiamo risposte sul futuro occupazionale dei lavoratori”, dichiarano Remo Vernile della FenealUil di Roma, Daniele Mancini della Filca Cisl di Roma e Claudio Coltella della Fillea Cgil di Roma e del Lazio.

Di fatto sta diventando un muro contro muro. Da parte dei sindacati e degli operai non c’è la volontà di arrendersi. “Non si possono cancellare duemila anni di storia per una politica locale che non sa o non si vuole assumere responsabilità. Se è una guerra di nervi, ne abbiamo da vendere”.

Presidio necessario, perchè la situazione è sempre più critica. “Non lasceremo la piazza neanche un minuto. A causa delle scelte scellerate e affrettate dell’Amministrazione di Guidonia molti lavoratori perderanno il posto di lavoro ed intanto giorno dopo giorno aumentano i licenziamenti. La città rischia la paralisi, si bloccheranno 40 milioni di euro l’anno. Vogliamo risposte, non parole”.

Il presidio ha avuto inizio nella sera di mercoledì 12 settembre, dopo la manifestazione organizzata per lo sciopero generale. Erano più di 500 gli operai in piazza per difendere il loro diritto al lavoro.

 

 

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