Fonte Nuova / Giampiero Vallati e il cammino verso Santiago: la ricerca del trascendente e non solo

In Terza pagina da Alessandra PaparelliLascia un commento

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Dove vai, o pellegrino? Dio ci protegge“.  Partiamo da qui, da questa frase e dal cammino verso Santiago de Compostela, pensando che coloro che si incontravano – fin dall’antichità – si rivolgessero questo saluto. Un cammino ma anche una storia che vogliamo raccontare con protagonista Giampiero Vallati, Presidente della Pro Loco di Fonte Nuova: un percorso duro, non solo “fisico” ma profondamente spirituale; un viaggio attraverso “l’io”, un modo importante per conoscersi.

Vallati ha tenuto in questi giorni un diario di bordo, cronologicamente e puntualmente annotato su Facebook, con le tappe del suo cammino: gli avvenimenti personali importanti e tutto ciò che lo ha circondato mentre percorreva strade e campi sterminati, attraversando panorami e cielo,  serenità e silenzi, tenendo con il fiato sospeso e rendendo partecipi amici e conoscenti di situazioni, persone incontrate, storie di vita, emozioni, osservazioni, ognuno puntualmente descritto sul proprio profilo social.

“Conosci te stesso”, ripetevano i greci, in particolare Platone, “guardando al divino che è in noi”.

Il Cammino di Santiago di Compostela, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, è il lunghissimo percorso intrapreso dai pellegrini fin dal Medioevo, attraverso Spagna e Francia per giungere al celeberrimo Santuario presso il quale vi sarebbe la tomba di Giacomo il Maggiore, un apostolo molto legato a Gesù.

Giampiero Vallati, come è nato il desiderio di affrontare questo cammino, quale esigenza ti ha spinto a farlo?

Un cammino di 350 Km percorsi a piedi; tredici giorni di cammino da Oviedo a Santiago de Compostela, un percorso nato dalla continua necessità di combattere contro se stessi, dalla pigrizia, dagli agi e dai comfort che la vita moderna costantemente ti offre. Trovare nella fatica e nelle difficoltà, la volontà d’animo di andare avanti per cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato senza trucchi, senza aiuti, senza la ricerca di soluzioni più semplici. Il cammino è un parallelismo continuo con la vita di tutti i giorni. E’ un percorso interiore alla ricerca più intima di te stesso, di metterti completamente a nudo per affrontare le tue insicurezze, le tue paure o le tue debolezze.  Combattere contro se stessi è la più dura delle battaglie; vincere contro se stessi è la più bella delle vittorie”. 

Un atto di amore e devozione ma non solo. La ricerca del trascendente, ma non solo. Un pellegrinaggio diventato una profonda e immancabile esperienza di vita e una ricerca, dunque, degli aspetti sconosciuti e forse insospettabili del proprio io. Conoscere se stessi: è qualcosa di non facile da attuare perché è molto complicato, solitamente per noi, vincere la resistenza a confrontarci con nodi da sciogliere, ricordi, percezioni o emozioni di vario tipo, piacevoli e spiacevoli. Vi lasciamo con un passaggio dello stesso Vallati dal diario di bordo, al suo arrivo “Il Cammino di Santiago, guidato dalle luci della Via Lattea, termina per me qui, davanti a questo vasto promontorio a strapiombo sull’Oceano, percorrendo il mito che intimidisce ed attrae gli uomini da più di mille anni”. 

 

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