Guidonia / Il piccolo Davide non ce l’ha fatta

In Primo Piano da Yari RiccardiLascia un commento

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In questi casi non esistono parole per raccontare un dolore così grande. Un dolore indicibile, terribile, inaccettabile. Perché è impossibile comprendere e accettare l’addio di un bambino di 4 anni (3 anni e mezzo), strappato via alla vita da un maledetto boccone andato di traverso. Non ce l’ha fatta Davide, il bimbo di Montecelio tradito da un pezzetto di wurstel una settimana fa: portato d’urgenza alla postazione 118 della Croce Blu, qui era stato rianimato dall’infermiere e dal medico presenti, per poi essere trasportato in eliambulanza al Gemelli.

Le condizioni del piccolo si erano immediatamente mostrate per quelle che erano. Disperate. Una settimana di cure non è bastata, troppi i danni causati da quei maledetti minuti in cui Davide non ha respirato. Una settimana in cui alle speranze della famiglia si erano unite le preghiere di tantissime altre persone, toccate – e come potrebbe essere altrimenti – al cuore dalla storia del bimbo. Cuori che si sono allineati a quelli della famiglia, cuori che sono stati vicino al piccolo. Un pensiero, una telefonata, una preghiera. Mai come in questi casi l’uomo ritorna ad essere animale sociale, mai come in questi casi i social tornano ad essere umani, un qualcosa che dimentichiamo troppo spesso. Giorni in bilico tra la il dolore e la speranza, giorni di lotta e di paura. Giorni vissuti su un argine quasi esistenziale, al confine tra la morte e la vita, tra la fine e l’inizio. Una tragedia indicibile, che travolge una famiglia e una intera città, come purtroppo era già accaduto in un passato neanche troppo lontano.

Da parte nostra un abbraccio grandissimo alla famiglia e un bacio ancora più forte a Davide. Lo immaginiamo lassù, dopo tutto questo dolore, a giocare con le stelle e con le fate. Quelle che nascono ogni volta che un bimbo ride. E da lassù, siamo certi, Davide di ridere non finirà mai. Questo sarà il suo esempio più dolce, la scia di luce alla quale poter guardare quando il buio si farà sempre più nero. Qualcuno tornerà a sorridere anche quaggiù: i genitori di Davide hanno infatti scelto di donare gli organi del loro piccolino.

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