Villa Adriana/La favola di Marcello Falzerano, calciatore tiburtino promosso in B con il Venezia di Filippo Inzaghi: “Ora sogno la Serie A”

In Sport da Yari Riccardi

Condividi

Stagione trionfale quella del Venezia in Lega Pro. Dopo la promozione in Serie B per la squadra allenata da Filippo Inzaghi è arrivata anche la vittoria nella Coppa Italia di categoria. Una lunga cavalcata che ha visto tra i protagonisti anche un ragazzo tiburtino, il centrocampista Marcello Falzerano, classe 1991, mezz’ala di corsa, sacrificio e buona tecnica, destro con qualche “sortita” anche con il mancino. Marcello è cresciuto a Villa Adriana: a Paterno vive tuttora la sua famiglia.“Sono cresciuto con la Tivoli, poi sono passato con la Tibur. A 11 anni mi ha scelto la Roma, poi il Savio e la Salernitana, dove ho esordito in Lega Pro”. Dopo Salerno la carriera di Marcello passa da Avellino e Latina, per arrivare alle 4 presenze in serie B con il Grosseto, poi Ascoli, Gubbio, Pistoia, Bassano e Venezia, dove in panchina ha incontrato Filippo Inzaghi. “Il mister è un vero martello, attentissimo ai particolari e alla nostra vita professionale, ci tiene davvero molto”. C’è una frase che l’ex allenatore del Milan ripete ai giocatori veneziani. “Ama dirci che non ci tratta come giocatori di Lega Pro, perché per lui non lo siamo, siamo più forti. Con lui c’è tutto lo staff che aveva quando era al Milan, dunque mentalità e metodo di lavoro restano quelli. Ha vinto tantissimo nella sua carriera, e ci ha inculcato la mentalità vincente”. La partita da ricordare quella contro il Bassano, con il suo gol al 94’ che ha portato il Venezia ad avere un vantaggio di 8 punti sulla seconda. Da quel momento si è iniziato a respirare aria di promozione, arrivata sul campo poche settimane dopo. “Non dimenticherò mai – racconta Marcello – tutti noi a centrocampo, i coriandoli in cielo e We are the Champions dagli altoparlanti dello stadio”. Il sogno di diventare calciatore c’è stato fin da piccolo per Falzerano. “Quando ho iniziato il calcio era divertimento e lo è sempre stato. Io avevo questo sogno, come tanti bambini, ma non voglio dare consigli solo a chi vuole inseguire un pallone in uno stadio. Voglio dire a tutti i bambini di inseguire i loro sogni e fare di tutto per realizzarli. Io ho fatto di tutto per arrivare fin qui, a 13 anni partivo da Tivoli e dopo 4 mezzi pubblici arrivavo al campo a Roma e mi allenavo da solo, perché ero arrivato tardi e gli altri avevano già terminato”. Sogni realizzati su un prato verde, e un obiettivo da raggiungere. “Sono felice di quello che sto facendo e di quello che ho ottenuto adesso sogno la Serie A”.

Condividi