Guidonia / Ufficio associato interprovinciale per il lavoro, la CGIL chiede la revoca del provvedimento

In In Evidenza, Roma Est da RedazioneLascia un commento

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C’è ancora la questione della convenzione “per la costituzione dell’ufficio associato interprovinciale per la prevenzione e la risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro del personale dipendente tra l’unione dei Comuni della bassa Romagna quale Ente capofila, Anci Emilia Romagna ed altri” al centro del dibattito politico di Guidonia.

Arriva dalla Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene la nuova richiesta di revoca in autotutela rivolta all’amministrazione cittadina, alla luce di numerosi punti evidenziati dal sindacato.

“La delibera riguarda diverse materie, oggetto di informazione e/o concertazione preventiva in base alle vigenti normative, ed anticipa ‘scorrettamente’ il nuovo CCNL, a pochi giorni dall’entrata in vigore e che prevede ulteriori materie di concertazione”.

La CGIL segnala come i servizi di cui si investe l’ufficio interprovinciale con la convenzione siano “già regolarmente svolti da figure predisposte dall’ente, tra le quali il dirigente al personale, il segretario generale come responsabile anticorruzione e il responsabile Organi Istituzionali relativamente all’ufficio disciplinare: il conferimento all’esterno dei citati servizi configura anche danno erariale”. Una questione, come detto, già segnalata in consiglio comunale: Di Silvio ha evidenziato come le spese previste per l’espletazione del servizio non siano descritte in maniera trasparente, come quelle relative al servizio di consulenza legale e alle spese di viaggio.

“La delibera tra l’altro è stata approvata con il voto di un consigliere comunale (Laura Spinella, Movimento 5 Stelle, ndr) coniuge di un dipendente comunale e che in quanto tale non avrebbe dovuto neanche presenziare alla votazione, palesando la propria incompatibilità in base all’art.78 del TUEL e la conseguente nullità dell’atto deliberato”, così si chiude la nota della CGIL, per una questione che non smette di far discutere.

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