Villalba/Il ricordo di Gianni Benvegnù, tra i grandi della Polisportiva

In Cronaca & Attualità, In Evidenza, Sport da Yari Riccardi

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Tra i grandi. Tra quelli che hanno contribuito a formare la realtà del calcio a Villalba, tra i punti di riferimento dell’intero quartiere. E’ stato ricordato all’interno della riunione del Comitato Promotore “Amici di Franco Conti” per organizzare la manifestazione del 2° Memorial Gianni Benvegnù, scomparso lo scorso 20 novembre. Nato nel 1938 in via delle Pantanelle, oggi via Trento, Benvegnù ha sempre lavorato all’interno delle cave, chiudendo la sua carriera con il ruolo di “direttore dei lavori” e con ben 60 anni di contributi. Lavoro, ma non solo. La famiglia era al centro della vita di Gianni, con la moglie Angela e i figli Bruna, Patrizia, Tiziano e Mauro. Ed il calcio. “Gianni, soprannominato il terribile, così veniva chiamato, sin da piccolo – racconta Orlando Paladino, membro del Comitato – giocava e correva dietro al pallone. Questa attività si sarebbe in seguito rivelata fonte di soddisfazione e di gioia per Gianni e per i tifosi del Villalba”. Una carriera che inizia nel 1952 a 14 anni nella squadra Allievi della Polisportiva Villalba. La prima partita la gioca contro l’Albula di Bagni di Tivoli, indossando la maglia numero sette. Da quel giorno fino al 1963, Gianni indossa con fermezza e fede incrollabile solamente i colori amaranto e blu. Un legame che va avanti fino al 1963, quando la famiglia diventa prioritaria e il calcio amatoriale, ma che riprende due anni dopo, quando Benvegnù torna nella Polisportiva Villalba con l’incarico di allenatore degli Allievi, che lo porta a vincere  campionati e un altro come allenatore della squadra Juniores. Rimane nella stretta cerchia dei responsabili tecnici della Polisportiva Villalba fino al 1978. “Ciò che ha dato al calcio villalbese rimane, con i suoi ventiquattro anni trascorsi sostenendo la Polisportiva e concedendosi il privilegio di innalzare sul gradino più alto la bandiera, amaranto e blu, del Villalba”. Consigliere della Polisportiva fino al 1980, è stato socio fondatore della Polisportiva, “contribuendo con sacrificio agonistico ma, anche pagando le “quote” per sostenere le  spese, completando e sostenendo direttamente le tante richieste della Società. Ha partecipato attivamente alla realizzazione del Campo Todini effettuando insieme a pochi la bonifica del terreno, il drenaggio dela superficie del campo, la costruzione del muro di recinzione, gli spogliatoi, i servizi, le gradinate, l’illuminazione e quanto altro”. Un soprannome, quello di Terribile, che è stato l’esatto contrario di quello che effettivamente è stato Gianni, un significato del tutto positivo racchiuso nella vita di un uomo che ha cercato con tutto se stesso di imprimere un cambiamento radicale nella giovane struttura sociale del Villalba. “ Tipico personaggio villalbese con vena prevalente per la modestia e la semplicità che ha, sempre, prediletto  – chiude Paladino – l’onestà come criterio di integrità, la correttezza come concetto di discrezione e la serietà come parametro di autorevolezza, rimanendo poco incline a partecipare a pompose e appariscenti manifestazioni”. Attento spettatore delle partite del nipote, per anni ha seguito anche le gesta del figlio Mauro, ora allenatore. Villalba, il lavoro, la famiglia, il calcio. Una vita che si completa e trova il suo significato in quelle 4 parole. Che raccontano perfettamente l’esempio lasciato da Gianni Benvegnù. L’abbraccio del Comitato alla famiglia non fa che confermare l’importanza della figura dell’allenatore. Di Gianni “il Terribile”. Dal cuore buono.

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