Settecamini/”La nostra pazienza ormai è terminata”: la fiaccolata di associazioni, comitati e cittadini contro i roghi tossici. La testimonianza di una mamma: “Lottiamo per il diritto di vivere nel posto che abbiamo scelto. Siamo prigionieri nelle nostre case”

In Cronaca & Attualità, In Evidenza da Yari Riccardi

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“Siamo prigionieri nelle nostre case”. Una fiaccolata per sottolineare la priorità della salute pubblica e l’impossibilità di proseguire su una strada che sembra non aver fine, quella dei roghi tossici. Sono state numerose le associazioni e i comitati del quadrante ad Est di Roma scesi in strada venerdì 7 aprile a Settecamini, all’incrocio tra via di Salone e via Olivetti, nella fiaccolata organizzata in pochissimi giorni dall’associazione Settecamini Quartiere di Roma e dal Comitato Beltramelli Meda di Portonaccio, dopo l’ultimo fine settimana – quello del 2 aprile – che ha visto 2 giorni praticamente ininterrotti di roghi tossici, provenienti in particolare dai campi nomadi di Salone e dell’intera zona. Tricolori e nessuna bandiera politica, i cittadini si sono dati appuntamento davanti all’ingresso del Tecnopolo. Uomini e donne, mamme con bambini, la fiaccolata è stata un susseguirsi di testimonianze relative alla vita dei cittadini nella zona e di slogan, alcuni molto forti, per chiedere salute e sicurezza. “Durante la settimana – racconta Ezio – i roghi sono molto più frequenti. E posso tranquillamente dire che non sono una esclusiva dei nomadi: sono molto infatti i camion di alcune ditte che scaricano, bruciano e scappano via”. Una piaga diffusa tra Salone e Settecamini, tra Ponte di Nona e i quartieri più vicini alla Capitale. “Respiriamo fumi tossici praticamente ogni sera. Abbiamo figli – racconta una mamma – e qui ci sono famiglie giovani che scelgono di venire a vivere in zona, abbiamo scuole che fanno le loro attività in mezzo all’odore acre del fumo”. Una lotta continua, non solo per la questione ambientale, ma anche per la sicurezza. “Queste zone subiscono continuamente furti. Ci siamo organizzati autonomamente per vigilare, ma non è vita: siamo prigionieri nelle nostre case”. La signora sgombra il campo da tutti gli equivoci eventuali. “Non siamo razzisti, siamo qui per il diritto di far crescere serenamente e in mezzo all’aria pulita – chiude la mamma – i nostri figli”. Cartelli emblematici raccontano perfettamente la situazione diffusa nell’intero quadrante – “Da Salviati a Salone cittadini senza protezione”, “Furti, roghi, degrado e disperazione, sarebbe questa l’inclusione?” – per una fiaccolata pacifica, apolitica e apartitica, che ha visto la presenza di tante mamme e bambini. Alla fine sono volati in cielo tanti palloncini di colore blu, simbolo di quell’aria pulita che i cittadini del territorio hanno ormai dimenticato. E che vogliono riprendersi a tutti i costi.

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