Marino. Tangenti per aprire un supermercato: arresti domiciliari per due ex assessori e un commercialista

In Cronaca & Attualità, In Evidenza, Politica, Primo Piano da Yari Riccardi

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Una importante operazione nelle prime ore della mattinata del 20 aprile. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Velletri: è stato il giudice Muscolo a disporre gli arresti domiciliari per due ex assessori della giunta Silvagni e per un commercialista di Marino, per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castel Gandolfo hanno condotto per 9 mesi le indagini, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete e del sostituto procuratore Carlo Morra: l’operazione si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, ispezioni, perquisizioni, sequestri di documentazione e accertamenti bancari. Indagine denominata ‘Mercurio’: tutto parte da una denuncia sporta lo scorso mese di luglio dal Presidente della Confesercenti di Marino, con la quale gli inquirenti venivano messi al corrente di alcune criticità relative alla realizzazione di un supermercato della “LIDL Italia SRL” nel territorio di quel comune. La ricostruzione ha portato alla luce come la società Lidl “intenzionata ad aprire un supermercato a Marino, già dall’anno 2010 fu destinataria di pressanti richieste ed in particolare quella del pagamento illecito di una somma di denaro in cambio del rilascio del titolo autorizzativo  – così la Procura della Repubblica di Velletri in una nota -in tempi brevi. Uno dei due assessori pretese anche l’assunzione alle dipendenze del supermercato di persone a lui vicine, presentando diversi curricula”: grazie all’aiuto del commercialista fu ideato il mascheramento della tangente di 80 mila euro “attraverso l’emissione di una fattura per operazioni inesistenti da parte di una cooperativa di comodo (in cui due degli indagati hanno ricoperto cariche sociali) a cui LIDL Italia SRL avrebbe dovuto versare l’intero importo di lavori edili, mai eseguiti, necessari per trasformare un magazzino nel supermercato. La società, messa dunque alle strette, decise di pagare”. Le indagini hanno poi rivelato come la società, nonostante abbia ceduto alle pressioni dell’amministrazione, abbia continuato a tutt’oggi ad incontrare ostacoli burocratico-amministrativi nella prosecuzione dei lavori, tant’è che il supermercato non è stato ancora avviato. “Oltre al pagamento illecito, quindi, perdura la condotta tesa ad ottenere, come ulteriore illecita utilità, l’assunzione – chiude la nota della Procura – delle persone segnalate da uno degli assessori, con un evidente ritorno in termini di consenso elettorale”. Esigenze cautelari a carico dei tre indagati per il pericolo della commissione di altri fatti della stessa specie: al vaglio dell’Autorità Giudiziaria risultano esserci anche altre persone, che a vario titolo avrebbero favorito gli indagati.

 

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