Tivoli Terme / Giochi pericolosi al Parco Arcobaleno, la denuncia di una mamma

In In Evidenza da Yari RiccardiLascia un commento

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Chiodi e viti, sporgenti e arrugginite, sulle pedane di legno. Tappeti rialzati e con perni di plastica sporgenti. Scivoli e altri giochi rotti, spaccati talvolta in più punti. Queste le condizioni del Parco Arcobaleno di Tivoli, oggetto della segnalazione di una mamma al Comune dopo la grande paura del giorno prima.

Un innocente gioco del figlio si è trasformato in un grande spavento: un chiodo infatti ha ferito il gluteo del figlioletto, che stava giocando nei pressi di una delle pedane. Qualche graffio, pantaloni e mutandine rotti. “A vostro rischio e pericolo: questo dovrebbe essere scritto all’entrata del parco”. Impossibile da accettare il fatto che una piccola distrazione di un bimbo possa trasformarsi in una ferita. In questo caso un graffio marginale.

“L’indecenza resta, perché i bambini soprattutto i piccolini rischiano di farsi davvero male anche solo camminando su quei tappeti che contornano scivoli e scalette, quei pezzi di gomma morbida che dovrebbero difenderli e invece sono tutti rialzati, formano piccoli montarozzi, buche da dove i perni in plastica sbucano, e anche le mamme non sono immuni da storte e inciampi”, racconta la donna che ci accompagna in questo tour. I perni di ferro tra l’altro sbucano anche sulle altalene per i neonati.

“Che dire? Lo chiudiamo o lo sistemiamo? Possibile che solo a Villa Adriana e Tivoli ci sono i parchi gestiti e sistemati?”. Il problema non è soltanto al Parco Arcobaleno. “Il parco Marra a via Orazio è uno scandalo ancora irrisolto. Il Sindaco si deve rendere conto che sta facendo crescere i bambini di Tivoli Terme in un parco decisamente non adatto a loro. Senza pensare alla evidente mancanza di punti di svago e di aggregazione per i ragazzi”.

Già un paio di anni fa il Parco Arcobaleno venne chiuso per “giochi pericolosi” e riaperto per raccolta firme delle mamme. Una manutenzione che interessò solo alcuni pezzi di scivoli, la “funivia”, dalla quale venne tolta la carrucola, e le tegole della parte superiore e piana della rampa di legno. Erano tutte sfondate.

 

 

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