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Guidonia/”Non ho risentimento nei confronti di nessuno”, torna a parlare l’ex sindaco Eligio Rubeis: “Ho sentito personalmente Bruno Ferraro, non è disponibile alla candidatura a sindaco”

Guidonia/”Non ho risentimento nei confronti di nessuno”, torna a parlare l’ex sindaco Eligio Rubeis: “Ho sentito personalmente Bruno Ferraro, non è disponibile alla candidatura a sindaco”
31 marzo
16:00 2017

Torna a parlare , l’ex sindaco di Guidonia che ha visto terminare lo scorso ottobre la misura cautelare dei domiciliari – ma non quella dell’interdizione dal territorio comunale – iniziata nel luglio 2015 con l’arresto per corruzione e concussione. Processi in corso ormai da tempo, dei quali si è molto parlato e si parlerà ancora. Non abbiamo perciò parlato di una vicenda giudiziaria in pieno svolgimento.  Con abbiamo discusso di politica, della situazione di e del panorama che si sta delineando in vista dell’11 giugno. Una campagna elettorale che vede l’ex sindaco ancora impossibilitato ad entrare in città.

Rubeis, lei è tornato in prima linea nella politica locale, al lavoro per la campagna elettorale ormai in corso a Guidonia, senza poter entrare a Guidonia. Cosa si prova? Ha ancora il respiro del territorio che ha governato?

In questo momento della politica guidoniana sono mio malgrado un osservatore, e questo glielo dico con rammarico. Mi permetta però una battuta, se sono ancora in così tanti a voler conoscere il mio punto di vista evidentemente il senso di quello che succede nella politica di questa città non l’ho perso.

Facciamo un passo indietro al giorno dello scioglimento. Come sarebbe stato possibile votare quel bilancio, alla luce dei fatti odierni che raccontano della enorme difficoltà finanziaria del Comune rilevate da giugno in poi dal commissariamento?

Un bilancio difficile in effetti, che avrebbe avuto bisogno di unità e non di divisioni e pretesti. Sono 39milioni di euro di disavanzo di cui 13 milioni accantonati solo per la sentenza del Pip-Tavernelle, eredità di una a dir poco infelice operazione dell’amministrazione Lippiello dell’epoca, un piano produttivo che non ha portato nemmeno un posto di lavoro in questa città. A ciò si aggiungono tanti altri problemi, una difficoltà seria alla riscossione dei tributi locali, l’applicazione dei nuovi principi della contabilità armonizzata che impone accantonamenti per legge, soldi non utilizzabili in servizi, e una parte consistente di debiti fuori bilancio. Vede, io non le dico che tutto abbia funzionato bene, le dico che politicamente sarebbe servito un po’ di coraggio. Il coraggio di dire alla gente la verità invece di cogliere l’occasione per le faide. L’amministrazione avrebbe gestito una fase certamente impopolare ma forse evitato situazioni improbabili, come il patrimonio del comune messo all’asta senza criterio o gli aumenti indifferenziati delle tariffe. Bisogna dire che malgrado il grande impegno in opere pubbliche, abbiamo per anni mantenuto tariffe e imposte a livelli minimi, garantendo agevolazioni alle fasce più deboli della popolazione. Questo forse non è più possibile, ma sarebbe il caso di fare una riflessione seria su quanti e quali servizi i Comuni riusciranno ancora a garantire con l’attuale livello di trasferimenti dello stato e della regione. Bisognerebbe chiederlo al Partito Democratico che governa.

Da luglio 2015, quando è iniziata la misura dei domiciliari, fino a giugno 2016, quando l’amministrazione è caduta: in quei mesi la maggioranza di centrodestra si è rapidamente frantumata. Le sue dimissioni non potevano essere un segnale di “richiamo all’unità”? Come mai ha scelto di non lasciare?

Ci ho riflettuto tanto, come può immaginare, forse sarebbe stato anche più semplice. Mi sembrava però di abdicare al ruolo per cui tanta gente mi aveva votato. Non dimettendomi ho lasciato a ciascuno la libertà e la responsabilità di fare quello che riteneva più giusto.

Come ha interpretato la volontà di una parte della sua maggioranza di arrivare allo scontro finale in sede di bilancio?

Non ho risentimento nei confronti di nessuno, se è questo che vuole sapere. Resta l’amarezza per la fine dell’amministrazione. Penso che in questa città abbiamo dato un’identità a questo territorio: strade, scuole, viabilità, edilizia popolare, trasporti, la chiusura della discarica e molto altro. La gente lo ha capito e per questo ci ha premiato. Avrei voluto l’opportunità di finire il mio lavoro.

Queste difficili condizioni finanziarie porteranno il centrodestra a “pagare dazio” in termini di consenso elettorale?

Penso di no. Il centrodestra ha avuto amministratori capaci, spero che gli elettori continuino ad avere fiducia in una proposta politica di centrodestra e nella futura classe dirigente. Credo che altre scelte possano condannare questa città solo a tornare indietro. Sarebbe un peccato.

Una parte di Forza Italia chiede, attraverso alcuni membri, scelte che diano discontinuità con i volti della passata amministrazione. È ancora il suo partito?

Le richieste di rinnovamento fanno bene alla politica, a far male sono i veti, ancorché ingiustificati visto che sono rivolti a persone che con passione fanno politica da anni in questo territorio. C’è stato invece un lungo confronto all’interno del partito, un dialogo produttivo, che ora però deve trovare una sintesi a stretto giro.

Ha pensato, alla luce di questa richiesta di discontinuità con il passato, di uscire da Forza Italia? In tal caso cosa farebbe? Una civica?

Guardi, è una eventualità che allo stato attuale non prendo in considerazione e le voglio dire con chiarezza che la prossima tornata elettorale non mi vedrà impegnato. Credo tuttavia che Forza Italia debba riconquistare centralità, tornare ad essere collante, portare a termine già nei prossimi giorni il dialogo tra le diverse anime e forme del centrodestra guidoniano. Che ritenga le civiche delle variabili rilevanti mi sembra quanto meno ovvio. Nel 2014 la lista con il mio nome ha raggiunto il 12 per cento di consenso, praticamente quello di un partito. È questa principalmente e ancor prima di altre la realtà che mi sembra rilevante e che auspico ritorni presto a lavorare per rappresentare il territorio. Su un eventuale tavolo di confronto con le liste civiche che si stanno formando non ho preclusioni: come le ho detto prima, non ho fatto del voto al bilancio una discriminante nel mio partito, non vedo perché dovrebbe esserlo con altri interlocutori. La condivisione si trova nelle idee e nei programmi.

Bruno Ferraro è uno dei nomi caldi per gli azzurri. Pensa che un grande nome sia “antidoto” per i problemi passati e presenti di Forza Italia?

I candidati sindaco non si trovano per risolvere problemi, ma per capacità politica e competenze amministrativa. Da questo punto di vista una figura di alto profilo come quella di Bruno Ferraro avrebbe trovato condivisione e unità, elementi necessari per portare il centrodestra a vincere le prossime elezioni amministrative. Purtroppo le dico, per averlo sentito personalmente, che non c’è la disponibilità di Ferraro alla candidatura a sindaco. Resta quindi il nodo di questa scelta, che come le dicevo prima dovrebbe essere fatta in tempi più che celeri, per rispetto dei tanti elettori che negli anni hanno sostenuto un progetto politico.

Se non dovesse arrivare da Forza Italia, il candidato sindaco del centrodestra arriverà da Fratelli d’Italia? Ci sono altri nomi in ballo oltre a quello  di Alessandro Messa, protagonista di più voci in tal senso?

Immagino che Fratelli d’Italia proporrà una sola candidatura, a cui credo stiano lavorando. In questo momento mi interessa di più il mio partito e mi interrogo piuttosto sul perché ancora non si arrivi a formalizzare una candidatura concreta e a chi una empasse così lunga possa portare vantaggio.

Ritiene possibile che accada quanto avvenuto a Tivoli con Giuseppe Proietti, sindaco di una coalizione civica?

Credo che Tivoli e Guidonia Montecelio siano realtà molto diverse. Credo comunque che se i progetti civici sono costruiti in base ad una condivisione possano funzionare. La logica però deve essere un progetto.

Il Pd è lacerato dalle lotte interne e attende il verdetto delle primarie, il centrodestra non trova condivisione su temi e nomi, le civiche dopo l’impossibilità di proporre Marco Rettighieri sono alla ricerca della quadra finale. Visto anche il trend nazionale, la vittoria del Movimento 5 Stelle è annunciata?

Io spero che il centrodestra trovi condivisione su temi e nomi per tornare a vincere in questa città. Ce ne sono le condizioni. Il PD cambia volti e generazioni ma continua a scontare l’incapacità politica di trovare sintesi, figurarsi se può in queste condizioni ambire al governo del comune. Il Movimento 5 Stelle va in giro per montagne e mercati alla ricerca di idee, non mi sembra proprio il presupposto adatto per amministrare una città grande come Guidonia.

Il quadro che Rubeis fa del centrodestra non fa altro che confermare quanto emerso in queste settimane di voci e indiscrezioni. Un centrodestra alla ricerca di quella sintesi fondamentale per ricomporre le fratture – note e annose – tra le varie componenti, rispetto alle quali Rubeis ovviamente getta acqua sul fuoco. I tempi stretti, per tutti e non solo per il centrodestra, faranno da catalizzatore circa i prossimi eventi. E se Ferraro ha detto no – al momento quella del giudice era davvero l’unica candidatura in grado di mettere d’accordo tutti – allora quelle fratture “sopite” potrebbero rifarsi largo in tutta la loro forza. Fratture che in quel caso potranno essere saldate solo da interventi e “pressioni” direttamente da Roma. Inevitabile, vista l’importanza a livello politico della città. Tutti vogliono governare Guidonia, ma di candidati sindaco all’orizzonte se ne vedono ancora ben pochi.

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