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Guidonia/La proposta di Marco Bertucci (FDI): “Scegliamo il candidato sindaco del centrodestra con le primarie”

Guidonia/La proposta di Marco Bertucci (FDI): “Scegliamo il candidato sindaco del centrodestra con le primarie”
06 marzo
19:49 2017

Il centrodestra continua il suo lavoro per la ricerca di un candidato sindaco. Un lavoro che la scorsa settimana potrebbe aver avuto una svolta con una parola pronunciata durante il conclave della coalizione a Roma, con i tre partiti di riferimento – Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini – e con i relativi segretari provinciali. A parlare di primarie anche per il centrodestra di Guidonia è stato ,primo tra gli eletti nel 2014 ed ex presidente del consiglio comunale. Nel novembre 2015 si dimette da consigliere e nei mesi successivi annuncia l’addio a Forza Italia e l’approdo in Fratelli d’Italia.

Bertucci, perché ha parlato di primarie anche per il centrodestra?

Penso a quanto sta facendo Giorgia Meloni, che sta rendendo le primarie non solo un cavallo di battaglia per Fratelli d’Italia, ma sta cercando di trasformare uno strumento in un metodo per tutto il centrodestra. A Guidonia, vista l’importanza della città e viste le due ultime amministrazioni di centrodestra, lo strumento delle primarie deve essere preso in considerazione. Nulla di obbligatorio, niente lo è, stiamo parlando di un metodo, che non serve solo per scegliere il candidato sindaco ma anche per lavorare sul programma e mandare il centrodestra unito al voto. Con possibilità di vittoria. Del resto, come si sceglie un candidato sindaco? Il più votato? Quello con maggiore esperienza politica? Se serve un nome che sappia aggregare, non possono scegliere le segreterie dei partiti.

Se ci saranno le primarie ha intenzione di presentarsi?

Io sono un potenziale candidato sindaco, come molti. Io non voglio più fare il consigliere comunale, perché ho esaurito la spinta, perché ho già dato a livello amministrativo. Posso per questo già dire che, nel caso di primarie e nel caso io dovessi essere il candidato sindaco scelto dal centrodestra, una mia eventuale sconfitta alle elezioni porterebbe alle immediate dimissioni da consigliere. Qualcuno ha mai detto la stessa cosa? Io non vorrei che tutte queste candidature spontanee di cui si parla siano un viatico per garantirsi un posto in consiglio comunale. Per tutte queste ragioni farei scegliere il candidato sindaco ai cittadini: non ho paura delle primarie, e dovessi perdere sarò in prima fila a sostenere il vincitore.

Lei però è un ex consigliere di maggioranza. Non rientra in quella categoria della quale parla il documento presentato da Massini in Forza Italia, che chiede – come anche Noi con Salvini – discontinuità con il passato rispetto alle candidature a sindaco dell’intera coalizione?

Probabilmente ci rientro, è evidente. Ma ricordo a me stesso che mi sono dimesso mesi prima che accadesse tutto quello che poi è accaduto, un merito o un demerito a seconda di chi lo valuta. Ancora oggi ritengo di aver fatto la cosa più corretta, non solo verso i miei elettori ma verso tutti gli elettori del centrodestra.

Ritiene sia un caso che l’arresto di Rubeis abbia poi portato allo sfacelo dell’amministrazione e della maggioranza?

All’ex sindaco va riconosciuta capacità di sintesi e carisma, attorno a lui si sono costruite due amministrazioni. Questo però è stato anche un punto debole, perché una volta senza di lui si è creato un vuoto che qualcuno ha pensato di coprire senza averne alcun titolo. E questo ha indispettito diversi settori dell’amministrazione.

Lei ha parlato di una vittoria possibile per il centrodestra. Un pronostico, alla luce di quanto accaduto in questi mesi, azzardato. Come sta ad oggi la vostra coalizione?

La vittoria resta possibile perché vedo tre grandi partiti, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con Salvini, con importanti pezzi della società civile, per una forte presa sul territorio che resta con evidenza. Non è solamente per questo: la storia recente del centrodestra, dal 2009 in poi, arriva dopo l’amministrazione di centrosinistra che ha evidenziato le fratture ancora oggi presenti in quel tessuto, e che difficilmente renderanno unita anche questa volta quella coalizione.

E bastano le difficoltà degli avversari per vincere? Dopo tutto quello che è accaduto?

Non bastano, ma resta quanto di buono portato avanti dal governo Rubeis, una amministrazione che ha fatto tanto, poteva fare di più e meglio, ma certo è differente dal dire semplicemente “poteva fare”. Mi spiego meglio. Il primo mandato ha dato avvio ad un’opera di sviluppo e di modifica del tessuto della città. La conferma del 2014 c’è stata per l’idea di città che avevamo fatto passare e che stavamo iniziando a costruire. Qui sta il punto: è l’idea di città diversa che deve essere valorizzata e per questo premiata. Penso a quando parlavo della Città dei Parchi: è evidente che avevamo fatto sì giardini, ma l’idea era quella di un senso di unione alla cittadinanza. Lo stesso vale per la Smart City, dare senso di appartenenza a un territorio che voleva cambiare. L’ordinaria amministrazione è compito degli uffici, la politica ha invece il dovere di pensare alla programmazione e all’idea che si ha di una città.

Tuttavia il centrodestra è nell’occhio del ciclone per la situazione finanziaria del Comune. Il prossimo sindaco cosa dovrà fare?

In primo luogo dovrà saper relazionarsi con gli enti sovra comunali e con l’Europa. Non a caso a breve sarà inaugurato l’asilo comunale in località Finestroni, realizzato grazie a un finanziamento europeo e fiore all’occhiello della nostra amministrazione di centrodestra. Sui debiti serve saper dire che alcuni importi riguardano anticipi di cassa, e che comunque sono sempre stati garantiti e portati avanti servizi essenziali per la città. Occorre saper andare fuori dal palazzo, parlare con gli imprenditori non è una bestemmia ma una necessità. Occorre saper parlare di uno sviluppo sostenibile, fatto certamente di opere ma anche di infrastrutture degne di una città moderna. Faccio un esempio: non vorrei vedere qui quello che è accaduto a Roma, dove i 5 Stelle hanno detto sì allo stadio e ai palazzima con tagli sulle infrastrutture. La mia è un’idea differente di città, e ho intenzione di portarla avanti che sia candidato sindaco o no, con o senza primarie.

Saranno le elezioni delle liste civiche? Ritiene possibile il Modello Tivoli anche qui?

Apprezzo molto il lavoro dei miei amici nelle liste civiche, ma Guidonia non mi sembra il tessuto adatto. Per un movimento di liste civiche non basta mettere insieme gente di destra e di sinistra. Prima serve una condivisione di idee e progetti, poi si pensa alle persone, per questo dico che a mio parere quello che sta prendendo forma qui è un progetto non condiviso. Tivoli ha più radicamento: io sono innamorato di Guidonia, ma è una città che nasce come dormitorio, è una città di pendolari ed ha un voto politico e non personalizzato, come accade a Tivoli. Qui mancano le radici.

Sull’altro fronte sono in corso le primarie del PD

Partito che avrebbe avuto importanti chance di andare al governo di Guidonia: l’impressione è che le questioni nazionali stanno togliendo attenzione al locale, e che si andranno a formare ulteriori microfratture che porteranno a conseguenze nelle prossime settimane. Detto ciò, i miei migliori auguri a Di Silvio e Guglielmo, due amici. Che però perdano poi al ballottaggio contro il sindaco della coalizione di centrodestra.

 Il dibattito sulle primarie anche per il centrodestra è dunque tutto tranne che una boutade, una delle tante di queste settimane. Bertucci lancia non tanto – e non solo – se stesso nell’eventuale corsa alla candidatura, quanto l’idea di una consultazione interna. Le prossime settimane saranno decisive, in un senso o nell’altro. Fronti, quelli in ballo per le prossime amministrative, che continuano ad essere frastagliati e poco coesi. Gli annunci ufficiali degli ultimi due giorni – su tutti quello del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle – hanno gettato benzina su un fuoco che bruciava sotto la cenere. Nell’attesa di una data, quella per le elezioni, che ancora non arriva, a Guidonia è davvero iniziata la campagna elettorale. 

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