Il quadro dei reati del circondario di Tivoli: la relazione della Procura della Repubblica/1

In Cronaca & Attualità, Primo Piano da Yari Riccardi

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Il quadro è particolarmente inquietante, da un lato. Dall’altro molto significativo, perchè dimostra l’attenzione e la professionalità con cui giornalmente viene portata avanti la lotta alla criminalità, tra grandi e piccole difficoltà. È stata pubblicata la relazione del Procuratore della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017: 13 pagine dove viene raffigurato il quadro dei reati e degli interventi della legge in un comprensorio piuttosto ampio, che comprende numerose città come Guidonia, Tivoli, Rignano Flaminio e Sacrofano, per un totale di circa 600 mila abitanti. Una lunga e dettagliata panoramica su fenomeni conosciuti ma non meno inquietanti e su fattori spesso invisibili, eppure diffusi anche in modo piuttosto consistente.

Gli omicidi. Il primo focus è sugli omicidi volontari, 16 in totale nel 2015/2016  e 24 tentati omicidi. Le statistiche dal 2010/2011 raccontano così di dati allarmanti, “con una media di 24 omicidi all’anno e un pari numero di tentati omicidi. La natura e modalità degli omicidi, alcuni particolarmente efferati – si legge nella relazione – e utilizzando armi illegalmente detenute e in gravi contesti criminali, evidenziano la presenza di una diffusa feroce criminalità nel territorio”.

Reati contro il patrimonio e violenza. Rispetto ai dati contro il patrimonio, con particolare riferimento ai reati con violenza alle persone e in materia di armi, viene evidenziato “un progressivo decremento del complesso dei reati indicati ad eccezione, anche quest’anno, delle estorsioni e delle usure che sembrano essere in controtendenza e, probabilmente, sono espressione di ambienti criminali più difficili da colpire. Plurimi i procedimenti relativi a reati contro il patrimonio di natura violenta, che destano particolare allarme sociale in tutto il territorio del circondario”. Il pensiero va ai frequenti furti in appartamento o nei negozi, spesso a danni di cittadini di età avanzata, “commessi principalmente da giovani stranieri che gravitano nelle zone di competenza appoggiandosi in alloggi di fortuna con scopi esclusivamente di natura predatoria, poi trasmodati in gravi atti violenti contro la persona”. Uguale modalità viene configurata per le numerose rapine. Resta sempre diffuso il fenomeno dell’usura, pur nella difficoltà di aprire nuove indagini visto il calo delle denunce: nonostante questo però sono sorti procedimenti di rilievo.

Le armi. Oltre 90 sono i procedimenti relativi al possesso e porto illegale di armi, anche da guerra: “La diffusa e “feroce” criminalità del territorio emerge anche dai plurimi delitti in materia di armi, con sequestro di armi clandestine e da guerra. Armi – scrive il Procuratore – spesso utilizzate per commettere rapine, come già segnalato in precedenza. Va sottolineata la presenza e disponibilità sul territorio di veri e propri depositi clandestini a disposizione della criminalità più varia per il compimento di successivi gravi illeciti”.

I casi di associazione per delinquere. Di rilievo i procedimenti relativi ad associazioni per delinquere: uno dei casi più importanti è stato quello relativo all’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla perpetrazione di reati contro il patrimonio ai danni di ville ed esercizi commerciali nel territorio di Formello e Cesano di Roma, “capeggiato da un pregiudicato di origine siciliana, che si avvaleva di cittadini rumeni e albanesi per compiere i vari reati scopo, e che poteva contare sulla “collaborazione” di due carabinieri. È stato accertato il collegamento con un pregiudicato siciliano e con ambienti criminali ben più qualificati”.

La droga: traffico, cessione e detenzione. Diffuso e noto il fenomeno del traffico, cessione e detenzione di stupefacenti, con 435 casi nel 2015/2016 e 56 aperti contro ignoti: gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare alcuni canali di approvvigionamento della droga appurando l’esistenza di collegamenti con la criminalità calabrese o albanese. Sono stati numerosi i procedimenti con applicazioni di misure cautelari personali e sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, spesso connessi a gravi reati di estorsione e tentato omicidio. “Lo spaccio di sostanze stupefacenti appare un fenomeno criminale di grande diffusione su tutto il territorio, con rilevanti ricadute anche sui numerosi arresti in flagranza”.

I “crimini economici”. Sulla criminalità economica vengono evidenziate due direttrici. Con la prima si evidenzia la riduzione dei reati di bancarotta – come già evidenziato nella relazione dello scorso 24 ottobre – mentre continuano ad essere numerosi i reati in materia tributaria con particolare riferimento a quelli indicati nel d.lgs 74/2000. “Numerosi i procedimenti di rilievo con provvedimenti di sequestro, in via diretta e per equivalente. Peraltro – scrive Menditto – appare chiaro che la diffusa illegalità economica non emerge dal numero delle notizie di reato pervenute. Occorrerà, pertanto, prestare particolare attenzione a questa tipologia di reati”.

I reati contro la Pubblica Amministrazione. Peculato, corruzione e concussione al centro dei delitti contro la pubblica amministrazione, per i quali si registra un incremento rispetto a quelli più gravi. “Va precisato che nei casi in cui i reati contro la pubblica amministrazione siano connessi con violazioni alle norme urbanistiche o ambientali, il clima di omertà a volte presente in alcuni contesti del circondario e la consapevolezza che, a seguito della riforma di cui alla legge n. 190 del 2012, è ormai punibile anche il soggetto che venga indotto alla dazione di somme di denaro rendono poco agevole l’acquisizione di elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio”. I dati – la Procura lo ha già evidenziato lo scorso anno – dimostrano la difficoltà di iniziare indagini in presenza di un clima di omertà diffuso. La Procura della Repubblica di Tivoli tiene particolarmente d’occhio questo tipo di reati. E non potrebbe essere altrimenti, vista la complessità di alcune dinamiche, in particolare quanto accaduto a Guidonia.

Stalking, abusi su minori e violenze. Aumentano i casi di stalking e resta elevato anche quello dei reti di maltrattamento, che tuttavia continua ad essere di difficile emersione. Il quadro in questo caso è delicatissimo. “Vanno segnalati numerosi procedimenti, con applicazione di misure cautelari personali, relativi ad abusi sessuali nei confronti dei minori, spesso in ambito familiare. Plurimi i procedimenti per violenza sessuale con applicazione di misure cautelari. E’ noto, peraltro, che i procedimenti per abusi sessuali, in particolare quando commessi ai danni di minori, presentano sempre delicati aspetti in relazione alla giovane età delle vittime ed al contesto in cui si verificano gli episodi criminosi (coinvolgendo spesso relazioni famigliari o comunque vincoli affettivi), con inevitabili ricadute sulla genuina acquisizione delle fonti di prova e, in genere, sulla raccolta delle prove. Ne deriva che i procedimenti in tale materia sono particolarmente complessi sotto il profilo tecnico, stante anche la necessità di assicurare una pronta tutela a favore della vittima”. Quello che si evince è la diffusione dei reati in questione nei territori, alla quale fa da contraltare la difficile emersione.

Infortuni sul lavoro. Sul fronte “Omicidio e lesioni colpose gravi e gravissime derivanti da infortuni sul lavoro e gravissime da incidenti stradali” si rileva un numero limitatissimo di infortuni da violazione delle norme sul lavoro – un solo decesso – anche se risultano in aumento quelli con lesioni.

Gli abusi edilizi e i reati in materia urbanistica e ambientale. Contro ogni previsione è in diminuzione la diffusione – ma ovviamente persiste – di abusi edilizi. Viene ribadita la scarsa effettività delle sanzioni previste dal legislatore, soprattutto in riferimento all’esiguità dei termini di prescrizione. In un territorio, quello della Procura, dove insistono tre parchi regionali naturali – Monti Lucretili, Monti Simbruini e di Vejo, senza dimenticare l’area dell’Inviolata – la materia della tutela dell’assetto urbanistico ed ambientale richiede particolare attenzione e tempestività, senza dimenticare la presenza di diffusi vincoli paesaggistici, ambientali e archeologici: anche questo versante ha portato a diverse richieste di sequestro preventivo – comprese quelle di conversione del sequestro probatorio in preventivo – con esito favorevole.

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