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Guidonia/Il Comune in arretrato di più di un milione di euro: i 75 dipendenti della cooperativa sociale La Sponda attendono di conoscere il loro destino

Guidonia/Il Comune in arretrato di più di un milione di euro: i 75 dipendenti della cooperativa sociale La Sponda attendono di conoscere il loro destino
24 febbraio
21:03 2017

La cifra è di quelle che fanno tremare i polsi. Un milione e mezzo di euro. A tanto ammontano gli arretrati che la Cooperativa Sociale attende dal per il servizio – Assistente Educativo Culturale – e per altri relativi al Piano di Zona. Tutto questo per lavori effettuati al 31/12/2016 e già fatturati, 1 milione di euro quelli relativi all’ e tutti a carico del Comune di , il restante mezzo milione e spiccioli risultano contributi regionali al piano di zona. Una cifra che sta mettendo in ginocchio la cooperativa e le sue 75 dipendenti,donne e uomini, che vedono a rischio il loro prossimo stipendio, visto che oltretutto – ed ecco i primi effetti delle disastrate condizioni delle casse comunali – anche le banche stanno iniziando a rifiutare le fatture del Comune di , per cui risulta spesso complicato per ditte, aziende e cooperative arrivare solo a richiedere anticipi. Il numero dei dipendenti è quello relativo ai lavoratori con CCNL a tempo indeterminato, per un indotto che tuttavia raggiunge circa 130 persone, se consideriamo gli addetti agli altri servizi, oltre che i “supplenti” e i sostituti. Acqua alla gola per La Sponda, per un insoluto da parte del Comune che comprende anche alcune fatture addirittura del 2014, il tutto in riferimento a un servizio che non può essere interrotto. E che non sembra essere intenzione della cooperativa bloccare, dimostrando in questo modo grande rispetto per l’utenza, per i lavoratori e per le istituzioni.

I sindacati. Si muove la Cgil. La Funzione Pubblica Rieti Roma Est Valle dell’Aniene ha richiesto in data odierna un incontro urgente al commissario prefettizio in merito al caso della cooperativa sociale La Sponda (e per la cooperativa sociale Labirinto): un incontro con l’obiettivo di conoscere la reale situazione economica dell’amministrazione comunale e le relative tempistiche di pagamento. “Questa organizzazione sindacale esterna una forte preoccupazione per le lavoratrici e i lavoratori interessati ed investiti da questa pesante situazione. Esprimiamo inoltre la massima solidarietà nei loro confronti, in quanto potrebbero rischiare di non essere retribuiti già dal mese in corso. Auspichiamo che il Comune sblocchi nell’immediato i pagamenti dovuti e garantisca operatori e utenza”. Situazione che, inevitabilmente, sarà più chiara dopo il 5 marzo, D Day per il piano di riequilibrio predisposto dall’amministrazione comunale per evitare il dissesto. E il disastro che già comincia a palesarsi.

Cosa è l’Aec? Un assistente educativo culturale svolge il proprio operato principalmente nelle scuole, dove in collaborazione con l’insegnante di classe e quella di sostegno si occupa di alunni con diverse disabilità, da quelle cognitive a quelle psicomotorie. Il tutto attraverso un piano educativo che viene stilato all’inizio dell’anno scolastico dopo una attenta osservazione dello studente: dunque non solo supporto in tutte le attività didattiche, ma anche principale “strumento” nelle mani dei bambini per portare avanti attività specifiche per il raggiungimento di obiettivi come il contenimento, il rispetto delle regole, la gestione delle emozioni, l’autonomia personale, lo sviluppo linguistico e molto altro. Gli aec oggi alle prese con la crisi economica del Comune sono donne e uomini in continua formazione, attraverso corsi messi a disposizione sia dalla Cooperativa che dalla Asl: formazione fondamentale, perché parliamo di un lavoro che va svolto con umanità e professionalità, e ruolo spesso ben poco conosciuto. Non stiamo parlando di chi si occupa della sola igiene personale del bambino, compito che in realtà non spetta a un Aec a meno che non faccia parte del piano educativo del bambino, per fare in modo che questo possa imparare a gestire da solo tale necessità: spetta ad un Aec colmare tutte le esigenze del bambino, comprese quelle sanitarie. Non sono pochi infatti i lavoratori formati per il soccorso immediato e per la somministrazione di farmaci salvavita, proprio perche sono loro ad occuparsene, tutti i giorni. Il tutto per un compenso orario inversamente proporzionale rispetto all’importanza e alla responsabilità del lavoro svolto. Un lavoro oggi a Guidonia travolto dal “vuoto” delle casse comunali e dai ritardi dei contributi provenienti dalla Regione.

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