Guidonia. Il CRA: “TMB e discarica incompatibili con l’inquinamento della falda”

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Il 28 gennaio si tiene, presso il Comune di Guidonia Montecelio, la Conferenza dei Servizi
indetta per trovare una soluzione al pesante inquinamento della falda sottostante la discarica
dell’Inviolata. Dai dati definitivi del Piano di caratterizzazione, con i monitoraggi puntuali effettuati dall’ARPA Lazio, si presenta una situazione di persistente contaminazione della falda acquifera da parte di sostanze organiche ed inorganiche (Manganese, Ferro, Nichel, Piombo, Arsenico,  Diclorobenzene, Dicloropropano ecc.), e con la presenza anche del pericolosissimo Tallio, rinvenutonei suoli. Dalla riunione del 28, i Comitati e le Associazioni dei cittadini che vivono nell’area dell’Inviolata si attendono un’assunzione di responsabilità ed una chiara presa di posizione dei soggetti istituzionali presenti, mirate alla chiusura definitiva dell’impianto che, come appare in modo incontrovertibile, è all’origine del disastro ambientale. In merito alla contaminazione delle acque sottostanti la discarica dell’Inviolata è appropriatoprendere in considerazione un recentissimo studio del Politecnico di Torino sulla discarica di Malagrotta. In estrema sintesi, lo studio fatto per Malagrotta evidenzia che i parametri contaminanti,
come per esempio Ferro e Manganese sono ragionevolmente attribuibili a percolato. All’Inviolata purtroppo la questione non è difforme: In un documento formulato dall’autorità competente, ARPA Lazio, i valori di questi due metalli (Ferro e Manganese) riscontrati nei piezometri nel giugno 2009 erano a dir poco allarmanti rispetto ai limiti di legge di fondo naturale: 12.200 u/l a fronte di 60.5 massimo 200 u/l per il Ferro e di 13.760 u/l  (piezometro 2A area TMB) a fronte di 50 u/l massimo 96 u/l. per il Manganese. Inoltre i superamenti di detti parametri venivano riscontrati già dal 2003.  Oggi, è il caso di rilevare che la situazione è rimasta pressoché invariata, ma non solo: l’area su cui sta sorgendo l’impianto TMB del CO.LA.RI. si  trova all’interno della zona sottoposta a caratterizzazione e dentro la quale sono state riscontrate sostanze ben oltre i termini di legge e che, quindi, la messa in esercizio di tale impianto non  può prescindere dalla caratterizzazione stessa.  Alla luce di tutto ciò, ci si chiede allora come mai né il sindaco guidoniano né tanto meno la Regione Lazio capitanata da Zingaretti abbiano interposto motivi ostativi, a tutela della salute e dell’ambiente (da loro tanto spesso richiamata), alla richiesta di inizio lavori del TMB avvenuta il 5 luglio scorso. Eppure l’ARPA Lazio era stata chiara nell’ambito dell’approvazione del Piano di caratterizzazione.

Non è altresì accettabile né tanto meno legittimo, infatti, costruire un impianto TMB su
un’area ormai compromessa e per di più contornata da un Parco regionale archeologico e naturale, dove insistono beni culturali e paesaggistici violati per la mancanza del necessario parere ministeriale vincolante ed obbligatorio. Senza considerare, infine, che è in fase di istruttoria presso l’area VIA Regionale il progetto per la realizzazione di un nuovo mega invaso di discarica da 500.000 m3. da respingere con determinazione, cosi come per l’impianto TMB, che non può essere messo in funzione come richiesto dal sindaco di Guidonia Montecelio e dalla Regione Lazio e va smantellato, in base ad un semplice principio di precauzione e perché la sua autorizzazione non ha seguito tutti i crismi di legittimità.
I cittadini sono chiamati a sostenere, il 28 gennaio mattina, a Guidonia, queste limpide ed
evidenti tesi portate avanti ormai da anni dalle Associazioni locali.

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